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La Vecchia Signora è sulla giusta carreggiata

Ecco, così la Juventus. Uscita malamente di carreggiata domenica scorsa, a Genova, eppure ieri tornata sulla retta via con una nonchalance disarmante. Proprio questo, a ben pensarci, è il dato che più colpisce. Più del 3-1 finale. Sì perché in teoria, dopo i tre gol in 29′ di Marassi, ci si poteva aspettare un gruppo bianconero che scendesse in campo – beh, come dire – col sacro fuoco, con gli occhi di tigre, con la bava alla bocca (e via a seguire pescando a piacere dal prontuario delle frasi fatte del giuoco del pallone). Invece no: Claudio Marchisio e compagni sono scesi in campo con la… serenità dei giusti, la consapevolezza di non aver mica buttato via in un sol colpo quanto costruito in 5 e passa anni di trionfi; di non dover dimostrare nulla a nessuno. Semplicemente hanno inizialmente gestito, hanno tenuto botta con la dovuta calma, poi gradualmente hanno schiacciato l’Atalanta allegramente. Anzi, allegrianamente: in modo zen, leggendo i momenti della partita, non eccedendo in fretta e concedendo poco o nulla. Alla faccia, per inciso, tutto questo, d’una Atalanta che pure poteva e doveva essere l’avversario più ostico e in forma che potesse capitare a tiro. Sulle ali dell’entusiasmo d’un sogno in salsa Leicester, sospinti dall’euforia di sei vittorie racimolate consecutivamente.
Di qualità
Allegri non ha sbagliato una mossa, e i suoi di conseguenza. Anzi, di fatto il conte Max ha definitivamente segnato la strada d’un 4-3-1-2 che ha convinto, oltre che sbaragliato la concorrenza. Buoni ritmi di gioco, abilità nell’eludere i temutissimi raddoppi bergamaschi (con chiusura delle linee di gioco) come base di partenza. A seguire, gli spunti qualitativi ora di Alex Sandro (indomabile sulla fascia: l’1-0 tutto potenza e velocità è un capolavoro che anestetizza Sportiello, incredulo…); ora di Pjanic (che ha acceso, illuminante, i compagni con lo stesso brio e la stessa cadenza d’una decorazione d’albero natalizio). E così il serbo innesca su corner il capoccione di Rugani, prima, per il 2-0, e di Mandzukic (poi) per il 3-0. Con una maestria impressionante, nonché condendo il tutto con una punizione che Sportiello toglie affannosamente dal sette (28′) e altre varie ed eventuali perle fatte di verticalizzazioni, inserimenti, spunti.
Niente nostalgia
E non tragga in inganno il gol-scrive Tuttosport-subito nella seconda metà della ripresa (con Freuler che approfitta di un buon servizio di D’Alessandro). Fino a quel momento, anche in fase difensiva la Juventus aveva retto benissimo concedendo ai bergamaschi soltanto un sussulto d’orgoglio sul finire del primo tempo, ma mettendo loro di fronte un Mandzukic mostruoso persino in fase di ripiegamento. Un doppio salvataggio in area che praticamente porta ad una tripletta lo score di serata… Rugani con Chiellini, comunque, in linea con Lichtsteiner ed Alex Sandro hanno dato dimostrazione d’essere in grado di non far sentire oltre modo nostalgia di Bonucci e Barzagli, finché questi ultimi saranno costretti a dare forfait (se ne riparla l’anno prossimo).
Aspettando il Pipita
Insomma, la Juventus ha archiviato il 3-1 di Marassi nel migliore dei modi. Ritrovando forza, determinazione, lucidità. Nonché trovando un sistema di gioco in grado di valorizzare al meglio le doti di Pjanic. Peraltro il punteggio sarebbe potuto essere ancor più rotondo se Lemina non avesse colto un palo al 42’ st. Unica nota stonata, il perdurare dell’astinenza da gol di Higuain (nervosetto per la cosa, come ha dimostrato anche scalciando un pallone in tribuna dopo una occasione sciupata), rimasto a secco nelle ultime 4 partite di fila che ha giocato. Ma il suo apporto l’ha comunque dato. Mettiamola così: sta favorendo lo spettacolo. Quando si sbloccherà di nuovo, diventerà tutto sin troppo facile…

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