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Dal profilo Instagram di Massimiliano Allegri

LE PAGELLE DI MB, il solito Kean manda la Juventus a un passo dall’ottavo tricolore consecutivo. Bene anche Pjanic

Szczesny 6: Incolpevole sul gol di Piatek, nel secondo tempo è sempre sicuro negli interventi. Da segnalare l’ottima deviazione sul tiro di Piatek al 50′.

De Sciglio 6: Ordinato e pulito, sia da terzo di difesa che da terzino destro. Occasionalmente si lascia andare anche a qualche scorribanda offensiva.

Bonucci 5.5: Impreciso negli appoggi e distratto, l’errore con cui regala palla al Milan in occasione del vantaggio di Piatek è da matita rossa. Rimedia, in parte, con la verticalizzazione su Dybala da cui scaturisce il calcio di rigore.

Rugani 5: Partita disastrosa per il centrale bianconero, che si perde spesso e volentieri la marcatura dell’avversario. Emblematico quando, nella ripresa, si lascia saltare di netto da Piatek che poi si allunga palla e non riesce a far male per la seconda volta.

Spinazzola 6: Prova costantemente a saltare l’uomo, ma sulla sua strada si frappone quasi sempre un ottimo Calabria. L’esterno, però, non regge ancora tutti e novanta i minuti, quindi all’ora esatta viene sostituito da Allegri. Dal 61′ Pjanic 7: Entra e cambia il volto della Juve, che inizia a giocare bene e a macinare palle gol. Splendido l’anticipo su un avversario e il successivo assist per Kean, che non si fa pregare e la mette alle spalle di Reina.

Bernardeschi 7: Primo tempo un po’ opaco, poi dopo l’uscita di Dybala il 33 sale in cattedra: prima una gran palla per Mandzukic, che perde l’attimo per l’assist decisivo; poi si mette in solo, salta mezza squadra e, rientrando sul sinistro, scarica un violento tiro verso la porta che però finisce alto. Il ragazzo di Carrara è sempre più un fattore in questa Juventus e Allegri lo sa, premiandolo con altri 90′ in campo.

Emre Can 6: Era uno degli uomini più in forma, ma la sfortuna ha voluto che, all’ottavo minuto, dopo un contrasto di gioco con Bakayoko, prendesse una botta alla caviglia. Prova a resistere ma anche un guerriero come lui è costretto a gettare la spugna. Dal 25′ Khedira 6: Torna in campo, dopo più di due mesi, in una partita non semplice, dominata a larghi tratti dal Milan. Nel secondo tempo sale un po’ di livello, provando anche il gol con uno dei suoi soliti inserimenti. Ma la bella notizia di oggi è quella di averlo rivisto in campo, dopo lo spavento della vigilia di Madrid.

Bentancur 6: Partita sufficiente per l’uruguiano, che si limita a fare il compitino sbagliando poco o nulla.

Alex Sandro 5.5: 2′ e subito un buco clamoroso con cui manda in porta il Milan, che per fortuna non sfrutta la grave disattenzione difensiva. Suo malgrado è anche il protagonista in occasione di un tocco di braccio in area di rigore, che l’arbitro va a vedere ai monitor e che decide di non sanzionare con il calcio di rigore. Nel secondo tempo qualche sgroppata sulla fascia e poco altro: resta lontano dai fasti di un tempo.

Dybala 6.5: In un primo tempo brutto, la Joya prova a creare qualcosa andando spesso a prendere la palla all’altezza del centrocampo. Manca, però, il suo apporto in fase offensiva. Nella ripresa, in occasione del rigore procurato, è bravissimo a proteggere palla e ad aspettare il contatto di Musacchio, che nettamente in ritardo lo mette giù. Freddo, poi, nella trasformazione dagli 11 metri. Dal 65′ Kean 7.5: Entra e la risolve, ma ormai non fa neanche quasi più notizia. Dopo una grande occasione fallita, probabilmente al primo pallone toccato, si fa perdonare scaricando in porta l’assist di Pjanic. Un gol ogni 60′ giocati: questo ragazzo non si ferma più.

Mandzukic 6: Primo tempo abbastanza in ombra, dove praticamente si vede solo nel finale. Prima sfiora l’eurogol in rovesciata (bravissimo Reina a deviare in angolo), poi si rende protagonista di un faccia a faccia con Musacchio dopo un contatto di gioco. Nel secondo tempo è bravissimo a fare sponda per Bentancur, che non riesce ad appoggiarla dentro, e a fare il solito lavoro di sacrificio difensivo.

Allegri 6: Parte con un 3-5-2, con De Sciglio sulla linea dei difensori e Spinazzola ed Alex Sandro su quella dei centrocampisti. Al 25′, però, dopo l’infortunio di Emre Can, passa al più consono 4-4-2 (abbassando Alex Sandro) e la squadra va un po’ in confusione. Nella ripresa, dopo il gol del pareggio, decide di inserire Pjanic e la squadra inizia a costruire e a schiacciare il Milan. A prescindere da tutto, però, c’è da segnalare l’ennesimo dato spaventoso: con un’altra vittoria la squadra sarebbe già matematicamente campione d’Italia. Ad Aprile e per l’ottava volta consecutiva.

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