Home / blu / L’importanza del collettivo e le certezze ritrovate: Juve, così torni ad essere grande

L’importanza del collettivo e le certezze ritrovate: Juve, così torni ad essere grande

Dopo tante lunghe notti travagliate, i tifosi bianconeri possono finalmente dormire sogni tranquilli. La causa di tale serenità non è tanto l’eclatante vittoria di stasera, per quanto importante e necessaria possa essere, ma le modalità con cui questa è stata conseguita: personalità da grande squadra, esperta gestione della partita, corretta interpretazione dei suoi momenti topici, solidità difensiva, aggressività a centrocampo e sulle fasce, inventiva nel reparto offensivo. Insomma, la Juventus quest’oggi ha dato una vera e propria lezione di calcio agli avversari, dimostrando, forse una volta per tutte, a ciascuna rivale di aver trovato la giusta alchimia per inserirsi nella lotta Scudetto.  Certo, i punti dalla vetta rimangono tanti, così come numerose sono le squadre da dover superare e angosciosamente poche le possibilità di sbagliare, ma questa squadra non ha nessuna intenzione di farsi scucire il tricolore dal petto senza opporre resistenza. Uscire dal Barbera con tre punti in saccoccia non è mai un’impresa facile, tanto meno farlo con tale supremazia territoriale, con una prestazione così netta : eccezione fatta per i primi dieci minuti di partita, la formazione bianconera non ha mai sofferto e i guantoni di Buffon sono rimasti puliti come la camera da letto dopo le pulizie natalizie. Ma oltre alla meritatissima vittoria, il dato più importante che questa graziosa notte siciliana offre a tifosi ed opinionisti è la limpida sensazione che il condottiero della Juventus, ossia quel Massimiliano Allegri tanto criticato nei primi mesi stagionali, abbia ormai un totale controllo dei suoi ragazzi e l’invidiabile possibilità di contare su un collettivo, non su un gruppo ristretto di calciatori. Il tecnico livornese sceglie, infatti, di puntare ancora una volta su Mandzukic e il centravanti croato lo ripaga con il secondo gol consecutivo, dopo quello che ha permesso a lui e ai suoi compagni di piegare la corazzata inglese del Manchester City. E dopo la soddisfazione di aver visto premiata la propria scelta, ecco che l’allenatore juventino assiste alla rete di Sturaro prima e a quella di Zaza poi, due giocatori che non sono certamente parte della spina dorsale di questa squadra ma che comunque, dopo un inizio di campionato niente affatto entusiasmante, stanno ora dimostrando quanto siano importanti per le dinamiche di una compagine che deve recuperare terreno, con fame, grinta e carisma. Uno per tutti, tutti per uno, dicevano i valorosi tre moschettieri e quell’uno che, al momento, sembra avere la stoffa per guidare tutti i propri compagni verso il loro obiettivo porta il nome di Paulo Dybala. Non era una serata come tutte le altre per la giovane stella argentina, non poteva esserlo alla luce dei meravigliosi anni trascorsi a Palermo e delle sensazionali emozioni regalate ai tifosi rosanero grazie ai suoi gol. Dopo un’ accoglienza da eroe, seguita purtroppo da qualche ingeneroso fischio al momento della sostituzione finale, l’attaccante bianconero non si è fatto impietosire e, letteralmente indemoniato, ha illuminato la manovra juventina dal primo all’ultimo minuto. Ormai non gioca più solo come centravanti puro, come lo aveva inizialmente definito Allegri, ma la sua bravura e la sua classe si muovono per tutto il campo, senza dare alcun punto di riferimento agli avversari, sempre più spaesati al suo cospetto. Punta e viene a prendersi la palla dietro, gioca in verticale e appoggia in orizzontale, arrivando perfino a crossare palle al bacio al centro dell’area, di quelle che chiedono solo di essere buttate dentro, richiesta puntualmente assecondata da Mandzukic. Ecco, vogliamo parlare un po’ della punta croata? Di quel giocatore che nemmeno un mese fa sembrava un corpo estraneo in un rettangolo verde apparentemente sempre più piccolo e stretto? Ora il croato è l’uomo capace di concretizzare gli sforzi dei bianconeri, il campione che da’ adito alle speranze di una squadra e di tutto il suo popolo. La rabbia con cui sovrasta il difensore avversario e con cui scaraventa in rete il docile assist fornitogli dal suo collega di reparto ad inizio ripresa è piuttosto indicativa dell’attuale stato d’animo di questa Juventus: scusate, ma dobbiamo passare, siamo un po’ in ritardo, dicono Buffon e compagni.

E ora testa ad un’altra ostica trasferta. Venerdì, infatti, la Vecchia Signora sarà ospite della Lazio nel prestigioso teatro dell’Olimpico. I ragazzi di Pioli arrivano da un momentaccio, condito da ben cinque sconfitte nelle ultime sette uscite ufficiali in campionato. Davanti al proprio pubblico i biancocelesti non vincono dal 25 ottobre scorso e, come è noto a tutti, l’ambiente capitolino non è dei più consolatori in certi periodi. Negli ultimi otto precedenti la Juventus ha vinto sette volte contro Candreva e compagni e non è certo questo il momento adatto per porre fine ad una striscia così positiva. La formazione bianconera ha fame di vittoria, ha il desiderio di recuperare quanto prima il terreno perduto, ha l’obiettivo di tornare a vedere le zone alte della classifica e, giocando così, niente appare compromesso. La Roma è sempre più vicina, presto lo saranno anche le altre?

 

 

 

Allegri

Check Also

DYBALA, “One man show” già contro il Milan il 12 giugno

“Nuovo cinema Dybala”. Questo il titolo a pagina 12 che il Corriere di Torino dedica …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *