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LIPPI: “Corsa scudetto già finita. Juve più forte di sempre? Sono tutte forti, c’era anche quella del Trap. Ronaldo? Intelligente ed umile”

Marcello Lippi, ex storico allenatore della Juventus e della Nazionale italiana, ha parlato a Radio Anch’IO Sport dello scudetto, della Juventus e di Marotta. Ecco le sue parole, riportate dal Corriere dello Sport:

“La corsa scudetto? La sensazione è che sia già finita, che questa sia il prosieguo della stagione passata. Poi cresceranno Inter, Roma, Milan, Lazio, Fiorentina e le altre ma nonostante l’esperienza, saggezza e la bravura di Ancelotti, la Juventus è ancora troppo più forte delle altre. Se questa Juve è la più forte di sempre, anche della mia? Come si fa a sapere, bisognerebbe sognare una sfida con due toscani in panchina che si salutano e tanti campioni in campo. Sono tutte Juventus forti, prima di me c’era quella di Trapattoni”.

Su CR7:

“Non mi sta sorprendendo, me l’aspettavo così, grande professionista e, da campione quale è, intelligente e umile. Si è messo a disposizione della sua nuova grande squadra, non mi aspettavo che lasciasse il Real Madrid ma la Juve è stata brava a cercarlo e convincerlo quando c’è stata l’opportunità. E poiché sembra abbiano influito gli applausi dello Stadium c’è stato anche cuore, oltre alla volontà di guadagnare tanti soldi”.

Su Agnelli e Marotta:

La scelta non è da condividere o meno, dobbiamo solo prenderne atto, nessuno sa perché si prendono certe decisioni. Quella bianconera è una società che non si può dire che non sappia programmare, questi grandi gruppi prendono queste decisioni quando le cose vanno bene, nel momento di massimo splendore. Ed è quello che hanno fatto loroAndrea Agnelli si sarà forse ricordato di quanto fatto dal padre: nel 94-95, dopo 10 anni che non si occupava di Juve, ha cambiato tutto e rifatto un ciclo vincente, prendendo me. Il dottor Umberto è stata una persona spettacolare nella storia della Juventus, erano dieci anni che c’era la supremazia del Milan di Berlusconi. Adesso nella testa di tutta la Juventus c’è la Champions League. Alla Juve c’è cuore e si creano bei rapporti, che però non sfuggono alla mentalità di programmazione di questi grandi gruppi. Ha una rosa di grande livello e i giocatori hanno capito che se vogliono far vedere quanto valgono al mondo devono stare in squadre con grandi campioni, magari giocando un po’ di meno”.

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