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Maradona: “Messi è sempre il top, ma Dybala crescerà come giocatore”

Messi&Dybala
Tra i campioni argentini di oggi, Messi, Higuain e Dybala, le sue preferenze vanno ancora all’asso del Barcellona, la risposta di Maradona alla domanda del direttore De Paola. Ma il numero 21 bianconero per età, talento e doti tecniche sta scalando molte posizioni. «Chi tra Messi, Higuain e Dybala? Sono tutti e tre grandi giocatori ma anche totalmente diversi. Per me ancora oggi il migliore è Messi. Sa tenere la palla meglio di Dybala e Higuain. Sicuramente però Paulo crescerà come giocatore». Insomma, il numero 21 della Juve non è ancora ai livelli del buon Lionel però mezzi, tempo e occasioni non gli mancheranno. Per giunta gioca in una squadra che pur non godendo delle simpatie dell’ex Pibe de oro «è sempre quella da battere, con un Buffon sempre grandissimo – dice ammiccando a Ilaria D’Amico, conduttrice della manifestazione -. L’altra sera a Firenze i bianconeri hanno avuto un “colpetto”, ne sono contento. A me piace come gioca il Napoli (a proposito: Diego sarà al San Paolo per la sfida di Champions con il Real, n.d.r.) , però loro sono sempre lassù».
Grazie anche alle reti di Higuain. «Uno che i gol li ha fatti sempre e sempre li farà – dice asciutto – però non appartiene alla categoria di Messi e Dybala. Lui con la palla è un po’ così così. In Italia non la pensano in questo modo? Beh, questo è il mio pensiero». Tecnicamente insomma il Pipita non vale i due connazionali. Quindi Maradona ritira il pallone di cristallo assegnatogli nel 2014 (allora non si presentò) e lascia come cimelio la maglia dell’Argentina al Mondiale in Italia: «E’ il primo che ricevo in Italia,
Nella categoria stranieri è con Platini, Van Basten, Batistuta, Ronaldo e Falcao, quest’ultimo premiato ieri – nella VI edizione organizzata da Figc e Museo del calcio – insieme a Bergomi (giocatore), Ranieri (allenatore), Rossi (veterano), Melania Gabbiadini (calciatrice) più i premi alla memoria a Liedholm, Campanati e Cesare Maldini. Mentre Berlusconi (dirigenti) non ha presenziato. Tutti concordi, da Bergomi a Tardelli a Ventura: Juve attenta a Roma e Napoli. «La Roma vince anche quando non gioca bene, è un segnale. E Spalletti è bravo e sa gestire Totti» dice Falcao. «La Juve resta la più forte come squadra e società. Però – avverte Ranieri – Roma e Napoli pian piano la prenderanno, è la legge del calcio». Sta succedendo in Premier dove il suo Leicester dopo la straordinaria impresa dell’anno scorso lotta per salvarsi («Riuscirci sarà il nostro scudetto») e il Chelsea primeggia: «Auguro a Conte di farcela, lo dico da italiano e da ex. Anche Allegri in Premier? I media spingono molto verso questa soluzione, appena c’è una mezza partita ci sono queste voci. Di certo i tecnici italiani all’estero stanno facendo bene e la nostra scuola è apprezzata da tutti, mi auguro che lui prima o poi venga, ormai siamo cittadini europei e ora che ci siamo allargati in Cina possiamo diventare mondiali. Io tornare in Italia? Sto bene in Inghilterra ma nel calcio mai dire mai».Si legge su Tuttosport.

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