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Marchisio, riconoscimenti e saggezza. E’ lui il punto fermo di Allegri

Qualche dubbio, ma anche importanti certezze: Allegri non ha ancora deciso il modulo e neanche tutti gli uomini in attacco e in difesa (Evra leggermente favorito su Alex Sandro), però a centrocampo ha almeno un paio di punti fermi: non solo Pogba, anche Marchisio, che ha saltato la sfida dell’andata. Il Principino è appena stato inserito nella top 11 della scorsa Champions («Un riconoscimento che mi fa molto piacere e mi rende felicissimo per tutta la squadra. Abbiamo fatto un grande lavoro») e da quando è rientrato in pianta stabile è diventato un talismano: è stato titolare nelle ultime quattro vittorie dei bianconeri in campionato e la sua presenza sarà ancora più importante lì in mezzo visto che mancherà Khedira. «Io ho portato solo la mia esperienza – spiega –, abbiamo lavorato tanto di squadra, con molti giocatori nuovi c’era bisogno di crescere tutti insieme. Adesso stiamo facendo il nostro dovere, ovvero vincere con continuità. Ogni successo è importante, in campionato sappiamo che il nostro cammino sarà sempre in salita. In Champions abbiamo cominciato molto bene battendo City e Siviglia, gli inglesi hanno tanti campioni ma non hanno mai fatto tanta strada in Champions, a conferma del fatto che questa competizione è molto difficile e le stelle non bastano. Anche noi, come loro, vogliamo arrivare primi nel girone. La formazione? Tocca al mister decidere…». Il tecnico dovrà scegliere se far giocare Dybala, protagonista contro il Milan, o rispedirlo in panchina, con il rischio di un processo mediatico bis: «Più delle critiche nei miei confronti – dice Allegri – mi preoccupano i troppi complimenti a un ragazzo di 22 anni che sta facendo bene ma deve crescere in tranquillità, senza troppe responsabilità».

 

 

marchisio

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