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MARCHISIO, “Un futuro alla Juve me lo immagino, ma non è sicuro”

Lunga intervista concessa dall’ex bianconero Claudio Marchisio, oggi ritiratosi dal calcio giocato, ai microfoni di Diletta Leotta su DAZN:
Sugli allenatori avuti: “Il primo importante è stato Deschamps. Ero giovanissimo, ha creduto in me in un anno molto difficile come quello della Serie B ed è stata una grandissima iniezioni di fiducia. Ciro Ferrara mi ha dato un’identità in campo. Con lui sono diventato la mezz’ala abile a fare gol che sono stato per anni. Conte è stato importante per tutti, ha riportato nei giocatori l’anima della Juve. Ci ha fatto vincere in campo ma soprattutto dentro, ci ha fatto vincere con noi stessi”.
Sul suo possibile futuro da allenatore: “Ci sono dei momenti che pensi di poterlo fare, perché è stata la mia vita e mi ritrovo ad analizzare le partite coi compagni. Ma analizzare una partita non vuol dire saper fare l’allenatore. Simone Inzaghi mi ha sorpreso veramente tanto, sta facendo davvero bene. Sta dimostrando di essere molto preparato e, di regola, non ci sono così tanti allenatori che facevano gli attaccanti. Il campo mi manca così come mi manca l’odore dell’erba tagliata in primavera, mi mancano i riflettori, il pubblico e anche mettersi una nuova maglietta. Mi manca l’emozione del gol, non ti rendi conto di quanto ossigeno ti esce per fare un gol, è impressionante. Bisogna essere bravi ad assaporare ogni vittoria perché dura un attimo. Come dice Conte, dura molto di più il sapore amaro delle sconfitte. La vittoria che ho assaporato di più? La cavalcata trionfale del primo scudetto”.
Sul suo possibile ritorno alla Juve: “L’addio l’ho maturato durante la riabilitazione. Quindi già vivevo un’altra realtà, stavo più con la famiglia, ero fuori dall’allenamento coi compagni e quello mi ha aiutato a metabolizzare. Ho una società che segue diversi sportivi per aiutarli ad alleggerire tutto ciò che è extra attività agonistica: ormai ogni sportivo è un brand e deve essere seguito a 360° su tantissimi aspetti. Un futuro alla Juve me lo immagino, certo, ma non è detto che avverrà. Sto diversificando per capire quale sarà il mio futuro”.
Su Cristiano Ronaldo: “Giocare con Ronaldo? Sì, mi sarebbe piaciuto. Purtroppo le scelte della propria vita non possono essere legate ai giocatori che arrivano. Il bello è quello che ha portato: ha alzato l’asticella in una squadra che sapeva già come lavorare. Uno che mi ha stupito? Bentancur è cresciuto in maniera importante. E Dybala si è ripreso la sua rivincita, dimostra che è davvero un fuoriclasse”.
Chiosa su Dybala: “La Juve in un’immagine? Un trofeo tutti insieme. Del Piero l’attaccante della Juve più forte mai visto. Dybala tra i primi 5 grandi numeri 10 della storia della Juventus. Antonio Conte l’allenatore della mia squadra ideale. Il numero 8? Deve essere attaccato alla maglia, il sacrificio, perché il centrocampista è sempre in mezzo al tutto, a volte non prende mai gli elogi, ma il suo lavoro è sempre sporco, e la canzone ‘Una vita da mediano’ la rispecchia alla perfezione”, ha concluso.

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