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Marotta e Paratici, i grandi due ex della Sampdoria

Genova è un posto speciale per Beppe Marotta e Fabio Paratici: è lì che si condensano 6 anni di crescita e successi, personali e di squadra, su sponda blucerchiata. Genova, per entrambi, è un cammino comune inaugurato nel 2004 quando un 47enne già esperto del ramo (dal 2001 in città) va a pescare a Brindisi un 32enne che dopo una vita da jolly sta per dire basta a quel gioco lì. Conservando, comunque, un carattere deciso e talvolta infiammabile – soprattutto in occasione delle partite dei bianconeri, vissute dall’alto della tribuna – maturato sui prati della provincia campana e infine pugliese. Così la coppia si fonde e il “vecchio” nel tempo avrebbe avuto tutte le ragioni per vantarsi di aver fatto la scoperta più soddisfacente in carriera. Marotta e Paratici, domani, torneranno a Genova, a Marassi: non sarà la prima volta, anche se ogni volta è come se fosse la prima.

Perché lì, nel Ferraris che domina il quartiere a due passi dal Bisagno più abbandonato di sempre, i due hanno scritto una bella storia. Beppe, dg e ad doriano nonché primissimo collaboratore dell’allora presidente Riccardo Garrone, s’è industriato per ingaggiare e poi rilucidare (tra i tanti) Cassano, nel mentre tirava su il pupillo Fabio, issato fino al ruolo di capo supremo degli osservatori della Samp. Già, responsabile di un gruppo di talent scout fra i quali spiccava Riccardo Pecini, ora in capo al gruppo degli “spioni” blucerchiati: l’ex Monaco è stato uno degli allievi della coppia che poi alla Juventus avrebbe contribuito fattivamente alla sistemazione di conti, bilanci, rosa della squadra. L’incrocio di domani tra colleghi non si risolverà con una semplice pacca sulla spalla. Perché tra Sampdoria e Juventus i collegamenti sono continui: Carlo Osti, per dire, a Bergamo trovò terreno fertile grazie alla semina dell’amico Marotta e il legame tra i due è talmente consolidato che pure il caso ha dato una mano, visto che tra i numeri di telefono dei due dirigenti “balla” una sola cifra di differenza, l’ultima. Senza contare che, a proposito di legami, basta chiedere a Giovanni Galeone cosa pensi di Massimiliano Allegri e Marco Giampaolo per fargli tornare il sorriso: li ha “partoriti” lui. Lo riporta Tuttosport.

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