Home / Esclusive / METTI UN NATALE A CASA BONUCCI – La conversione di Papà Claudio e le cotolette di mamma Dorita: “Leo nato col fuoco dentro. Ringraziamo Dio per il piccolo Matteo”

METTI UN NATALE A CASA BONUCCI – La conversione di Papà Claudio e le cotolette di mamma Dorita: “Leo nato col fuoco dentro. Ringraziamo Dio per il piccolo Matteo”

Si sa, essere i genitori di un futuro possibile calciatore non è mai semplice. Devi fare i conti con molti spiacevoli imprevisti, dal pulire le scarpette sporche di fango al sopportare la distanza dal tuo “piccolino” partito per rincorrere il suo sogno. Se poi il figlio si chiama Leonardo Bonucci beh, allora di pazienza ne hai dovuta avere molta, così come forte è l’orgoglio di cui ti ha riempito il cuore: “In testa aveva solo il calcio, qualunque cosa avesse una forma rotonda lui la prendeva a calci”, racconta mamma Dorita con la voce divertita ai nostri microfoni: “E poi voleva avere sempre ragione, era molto deciso su ciò che voleva fare o voleva avere – rincara Papà Claudio – Dorita, ti ricordi per caso l’episodio del giaccone?”

“E come, no? – riprende la moglie – allora, un giorno era con me in un grande magazzino e si era innamorato di un giaccone bianco. Lo voleva a tutti i costi, ma io mi rifiutavo. In fin dei conti lo può capire anche lei, il bianco non è il colore più adatto per un ragazzino. Ha insistito per una settimana, poi ho dovuto cedere. Non lo volevo più sentire e allora siamo tornati al magazzino a comprare il suo oggetto del desiderio”. Un aneddoto molto curioso questo, un tuffo nel passato che rende bene l’idea di quanta tenacia ci sia nel carattere di Leo. Solo con quello puoi lottare per grandi traguardi, puoi sopportare la distanza da casa: “E’ andato via da Viterbo quando non aveva ancora compiuto 18 anni – raccontano in coro mamma e papà – noi eravamo impegnati con il lavoro e potevamo andare a trovarlo solo una volta ogni quindici giorni. Eravamo preoccupati, perché si trovava da solo in una grande città quale Milano, ma lui al telefono trovava sempre la forza di tranquillizzarci con il suo ottimismo. D’altronde il carattere è fondamentale e Leo è sempre riuscito a reagire a qualsiasi difficoltà. Sembra nato con il fuoco dentro. Ancora non ci rendiamo conto di cosa stia vivendo nostro figlio, sembra quasi di sognare ad occhi aperti”

“Le cose sono diventate un po’ più chiare – aggiunge Claudio – quando Leonardo si è reso assoluto protagonista con la maglia del Bari di Venura. Da lì è arrivata la convocazione di Lippi per il Mondiale in Sudafrica e poi la chiamata della Juventus. Pensi che, pur essendo io sempre stato tifoso dell’Inter, mio figlio è riuscito nell’impresa di farmi cambiare la maglia. Quella nerazzurra l’ho riposta in un cassetto per indossare la casacca bianconera. In fondo all’Inter non hanno mai creduto alle potenzialità di Bonucci: preferirono mollarlo al Genoa per favorire l’acquisto di Milito e Thiago Motta. Poi è arrivato Ventura che se lo è portato a Bari. Ma, ora come ora, direi meglio così. Basta vedere le difficoltà che il suo amico Andrea Ranocchia sta incontrando per capire che Leo è salito sul treno giusto”. Ma c’è un vizio, un vecchio amore legato alla casa in cui è nato, che Bonucci non riesce proprio a dimenticare? “Certo, le mie fette panate! – risponde orgogliosa Dorita – Leonardo non ce la fa a rinunciare alle cotolette di pollo cucinate dalla mamma e nemmeno al tiramisù. Ma attenzione, anche Martina è molto brava ai fornelli! Che moglie eccezionale, d’altronde si sa che stare con un calciatore non è affatto semplice considerati tutti i suoi impegni. Tuttavia lei è sempre molto presente e affettuosa, insieme sono riusciti a sopportare le sofferenze legate alla salute di Matteo”. Già, come sta il piccolo Matteo? “Sta benissimo! Possiamo dire che ha recuperato la sua condizione migliore. Ringraziamo Dio per questo, perché crediamo che dietro alla sua guarigione ci sia veramente qualcosa di magnifico. Adesso ha ripreso a giocare a calcio insieme al fratellino. Quando saliamo a Torino, cerco sempre di godermi al massimo i miei nipoti, tanto da giocare a calcio con loro. Non è certamente il mio sport, ma per amore si fa questo e altro”

E cosa succede in casa Bonucci quando gioca la Juventus? “Beh, io mi metto seduto sul divano e cerco di gustarmi la partita – racconta Claudio – Poi quando è finito tutto e Leo è uscito dagli spogliatoi, prendo il telefono e lo chiamo per parlare del match e per scambiarci qualche osservazione, sulle quali siamo più o meno concordi”. E lei signora Dorita? “Io faccio i chilometri! Non riesco a stare sul divano, mi viene troppa ansia. Così mi alzo, salgo le scale e mi siedo in camera. Poi riscendo e torno in salotto davanti alla televisione. Così per circa altre trenta o quaranta volte. Poi cerco di aiutarlo con il linguaggio del corpo, urlo di allontanare la palla, di calciarla via, di fermare l’attaccante… insomma, ci provo in tutti i modi”. E se questi sono i risultati, allora la signora Dorita farebbe bene a continuare nei suoi sali e scendi.

 

 

 

 

 

 

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