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MORATTI, “Spero che il 13 maggio Juve-Inter sia una finale scudetto”

Massimo Moratti, ex presidente dell’Inter, ha commentato con sarcasmo il rinvio di Juventus-Inter ai microfoni di Radio Deejay: “Caspita, salta Juve-Inter! Che campionato fantastico… (ride ndr). Ora speriamo che il 13 maggio sia una finale scudetto. Incredibile abbiano rinviato tutto. E’ abbastanza giusto aver prudenza, giusto rallentare tutte le attività”.
Su Conte e la squadra: “E’ bravo, è attento, tenace, ci tiene tantissimo ed è una bella base: la squadra gioca bene. Lui come Mourinho? Il portoghese era anche molto ironico nel suo essere deciso, poi ognuno deve esprimere se stesso e lui lo faceva. Le imitazioni non funzionano. Young è bravo, quelli che vengono dalla Premier sono dei grossi professionisti. Non fanno sceneggiate, si esprimono come un boxeur. Mi piace moltissimo: è serio e ha tante doti. Come avrei gestito i casi Icardi e Perisic? Lascio una libertà di espressione. Io avrei gestito diversamente, non perché abbiano sbagliato. L’ho vista con occhi diversi, avrei messo meno al muro certi atteggiamenti. lLavrei drammatizzata meno, poi magari finiva uguale”.
Sul suo giocatore preferito: “Recoba dal punto di vista del sogno, mi dava l’impressione potesse fare cose inimmaginabili. Dal punto di vista del preferito è difficile dirlo, certamente Ronaldo fu una meraviglia. Poi tanti altri, non si parla mai di Milito: dovrei fargli un monumento”.
Su un suo possibile ritorno alla presidenza: “Capitolo chiuso, per rispetto a quel capitolo. E’ un bene non ricominciare, basta anche se con dispiacere. Adesso ci sono persone che guardano al futuro con occhi nuovi. Penso sia giusto così”.
Su chi avrebbe comprato di questa Inter:”Lukaku e Lautaro che è svelto, intuitivo e ha classe”.
Sul sogno Messi: “Io l’ho incontrato una volta, l’ho abbracciato. Cercammo di prenderlo quando non era titolare, ma ci hanno detto che il Barcellona che lo aveva curato e ho lasciato stare per rispetto. Ogni anno mi ha mandato la maglia perché dopo quella cosa diventò titolare”.
Rmpianto.
“Non tiro fuori la menata di Cantona (ride ndr). Parlo invece delle cessioni: quella di Pirlo fu sbagliata, soprattutto la sua. Roberto Carlos? Avevo bisogno di muovere qualcuno, preferii tenere Branca e vendere un terzino. C’è da pentirsi, ma fui quasi obbligato”.

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