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New York già pazza di Pirlo: debutto contro Kakà?

Il segnale che il soccer stia finalmente crescendo è la metropolitana sotto lo Yankee Stadium zeppa di tifosi. Tutti con addosso una maglia rossa o azzurra, riporta La Gazzetta dello Sport, in base al team newyorkese che hanno scelto: Red Bulls, con lo stadio in New Jersey, o Nycfc, i padroni di casa. Insomma, c’è aria da derby, uno nuovo di zecca, ma con la rivalità (o quasi) da stracittadina europea. I cori sono impubblicabili: impensabile assistere a scene simili solo qualche anno fa. Quegli ultrà sono gli stessi che poi dentro al Tempio del baseball adattato al pallone, quando adocchiano Andrea Pirlo sul prato prima del fischio d’inizio, cantano: «We want Pirlo», vogliamo Pirlo. E Pirlo lo avranno presto. L’ex Juve (ormai si può dire) saluta, sorride, ma non parla, proprio perché manca la firma (una formalità) su un contratto: pare che guadagnerà sui 6-7 milioni di dollari per 18 mesi. Ha rinunciato a un giorno in più di vacanza a South Beach, Miami, per assistere per la prima volta di persona alla performance della sua prossima squadra. Per la cronaca le cose andranno piuttosto male e gli azzurrini, stessa tinta del Manchester City (proprietario assieme ai New York Yankees della franchigia al primo anno di attività), dopo essere andati in vantaggio per 1-0, sprofonderanno sotto una tripletta (e un paio di pali) dei rivali al di là del fiume.
A Pirlo fa compagnia Frank Lampard, l’altra stella in arrivo dopo lo spagnolo David Villa, e quando lo schermo li inquadra, lo stadio (esaurito: 48.047 spettatori) esplode. Saranno loro i ricostituenti necessari per dare una svolta a una stagione che non decolla: 17 punti in 17 giornate, penultimi della Eastern Conference. Lampard, che doveva arrivare a marzo ma poi il City non lo ha più mollato, dovrebbe esordire fra un paio di settimane, per Pirlo invece i tempi si dilatano. L’annuncio del suo ingaggio potrebbe arrivare già domani o giovedì (anche se nella Mls la finestra dei trasferimenti apre l’8 luglio), ma lui non ci sarà. Poco prima della fine se ne va per correre in aeroporto e imbarcarsi su un volo per la seconda tranche di ferie, a Formentera. Rientrerà, dicono i p.r. pregando di mantenere l’anonimato, intorno al 20 luglio, per provare a esordire, se le condizioni fisiche glielo consentiranno, già il 26 contro l’Orlando City di Kakà. «Deciderà l’allenatore, magari un’apparizione di un quarto d’ora entrando dalla panchina». Tira una brutta aria dopo la partita. Coach Jason Kreis con la faccia scura dribbla domande sul suo futuro centrocampista italiano: «Certo che sono contento per Lampard e Pirlo, ma adesso sono troppo deluso da questa gara per pensare ad altro».

 

Le punizioni di Andrea Pirlo - The perfect free kick

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