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Nicchi e Rizzoli presi di mira… con le pallottole

Marcello Nicchi, presidente dell’AIA,- ha parlato di un episodio increscioso che ha visto partecipe lui stesso e Rizzoli: “Nella sede dell’Aia sono arrivati plichi con pallottole indirizzati al sottoscritto, al vicepresidente e a Rizzoli: abbiamo informato la Digos e il Viminale. Ci sono tesserati federali che parlano di malafede della classe arbitrale e nessuno interviene. C’è un giornalista professionista che ha dichiarato in una trasmissione tv: “Bisogna sparare agli arbitri perché hanno dichiarato guerra a un popolo e in guerra non si va suonando lo zufolo, ma sparando”. Noi Lo abbiamo denunciato, ma è a seguito di questo episodio che abbiamo ricevuto plichi con pallottole”. Indignato e arrabbiato Nicchi racconta la grottesca situazione in cui si trovano Di Bello e Giacomelli che tra pochi giorni «Dovranno comparire in tribunale». Sì, in tribunale per non aver fischiato un rigore alla Lazio contro il Torino. “L’arbitro Di Bello dovrà comparire davanti al giudice di pace per non aver dato un rigore. E’ stato convocato dall’associazione dei consumatori… Vi risulta che Ronaldo o Messi vengano convocati da un tribunale? Come facciamo a mandare ad arbitrare un ragazzo sapendo che potrebbe subire certe cose? E sui sit in contro di noi nessuno ha detto nulla”.

Il 18 marzo scorso, un migliaio di laziali si radunò sotto la sede della Figc per protestare contro i presunti torti arbitrali subiti, srotolando lo striscione: «Eccoci siamo qua, come 18 anni fa… rispetto o guerra» per protestare contro alcuni errori arbitrali. “Anche quest’anno – continua Nicchi –  circa 300 arbitri hanno subito violenze e 100 hanno subito botte gravi con necessità di pronto soccorso e ricovero. E’ in corso un attacco all’autonomia dell’Aia per accentrare tutto a Roma“, e Nicchi ha chiesto a gran voce i rimborsi per gli arbitri che non arrivano da mesi: “Non vogliamo più soldi, dateci solo quello che ci spetta», ha detto, accennando anche ai recenti tagli «di centomila euro per i raduni e 55mila per le spese generali”. Poi il retroscena politico sul peso dei fischietti nel Consiglio federale: “Non vi parlerò del 2% (tanto pesa l’Aia nell’assemblea elettiva della Figc, ma c’è chi vorrebbe estrometterla ndr), e non sono qui a parlare di sciopero degli arbitri, mai nominata questa parola”. Lo riporta il QS.

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