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Numeri impietosi, allo Stadium ormai passano tutti

C’era una volta uno stadio che fino a poco tempo fa era più blindato di una cassaforte. C’era una volta lo Juventus Stadium, un posto che incuteva timore agli avversari. Adesso è diventato più accessibile del Colosseo: chi arriva porta via punti, persino il Frosinone che era ancora a zero in Serie A. Con Pirlo, Tevez e Vidal se n’è andata via anche l’inviolabilità dello Stadium: tre partite in casa, due punti in questa stagione. Meno dieci dalla vetta dopo cinque giornate, cinque in classifica. Non certo un passo da scudetto. La vittoria di Genova era stata un tappeto sotto cui nascondere momentaneamente la polvere: i problemi della Juve sono ancora tutti lì e il gol all’ultimo respiro del piccolo Frosinone li ha rimessi tutti in bella mostra, scrive La Gazzetta dello Sport.
LEADER, EQUILIBRIO, CINISMO Per vincere bisogna soffrire e lottare, la nuova Juve non ha la stessa cattiveria degli anni scorsi. Non ha gli occhi della tigre, il sacro fuoco di chi sa spaventare gli avversari solo con uno sguardo. Mancano i punti di riferimento, mancano i leader, manca l’equilibrio e poi manca anche un po’ di fortuna, perché negli anni storti succede anche che la Dea Bendata ti volti le spalle. Ma quando prendi due gol così (vedi Udinese e Frosinone) non può essere solo sfortuna. È mancanza di attenzione. Anche perché la Juve avrebbe potuto (e dovuto) chiudere prima la partita, ha avuto le occasioni per farlo: 8 tiri in porta, 15 fuori, 23 in totale. Risultato: due traverse (Pogba e Zaza) e una rete (Zaza). Troppo poco per un gruppo che fino a poco tempo fa sapeva capitalizzare ogni pallone. Adesso il cinismo non abita più qui.

 

 

barzagli

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