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ONOFRI, “La Juve era in ripresa”

LazioPress.it ha intervistato in esclusiva l’ex difensore Claudio Onofri: “La premessa è che era una situazione inaspettata, molto grave e difficile da dirimere in maniera esatta ed equa per tutti e ciò rappresenta una giustificazione. È chiaro che alcune situazioni potevano essere risolte magari un po’ prima. Adesso siamo arrivati alla decisione definitiva sia riguardo la Champions ed Europa League che rispetto soprattutto al campionato. Bisognerà capire bene come si svolgerà il tutto dato che si è optato per delle scelte utili a far terminare la stagione il prima possibile rimandando l’Europeo al prossimo anno anche se sarà fondamentale vedere se lo sviluppo di questo virus lo permetterà. Peraltro, sappiamo tutti che nel calcio, a differenza del NBA ad esempio, scadono i contratti individuali con le singole società e quindi qualora si dovesse andare oltre il 30 giugno bisognerà analizzare gli sviluppi sotto questo profilo. L’altro aspetto riguarda il fatto che, nonostante si cerchi di fare il meglio per concludere il campionato, c’è da ragionare sulle situazioni d’allenamento che andranno risolte. Ora i calciatori sono tutti a casa e si tengono in allenamento attraverso delle apparecchiature e le indicazioni del preparatore atletico, ma comunque riprendere dopo questo periodo sarà una cosa molto complicata e ciò renderà il campionato in qualche maniera falsato”.
I biancocelesti potranno ripartire da dove si sono fermati?
“Qui va detto che una delle cose più eque possibili è che tutti riprenderanno alla stessa maniera, le difficoltà di ripartire in questa situazione saranno uguali per tutti, anche se va detto che ci sono alcune formazioni con calciatori positivi al virus che non si possono assolutamente muovere e che potrebbero riprendere gli allenamenti più tardi. È chiaro che rispetto all’andamento del campionato prima della sospensione la più penalizzata è sicuramento la Lazio, così come il Genoa che nella lotta salvezza stava dando nelle ultime uscite un nuovo risvolto alla stagione. Come sono convinto che la Juventus si stesse riprendendo, penso che i capitolini erano legittimamente i primi candidati a combattere, alla pari, con i bianconeri per il titolo, seppure ritengo che il parco giocatori sia ancora a favore della Juventus. In ogni caso la Lazio stava trovando delle alchimie importanti dovute ad un assetto tattico perfetto, ad una conoscenza di quello che devono fare i calciatori in ogni momento della partita, alla caratteristica mentale di vincere all’ultimo minuto o nel recupero evidenziando un organico che si stava mettendo in luce in maniera interessante”.
La situazione d’emergenza poi colpisce anche le formazioni ancora in corsa in europa considerando che un’eventuale ripresa potrebbe portare ad un vero tour de force magari non supportato da una forma fisica ideale. Credi si possa ritrovare la condizione ideale per ripartire?

“In breve tempo non credo. Si cerca di ovviare a questa situazione con delle sessioni casalinghe, ma il campo è il campo. Non si tratta di una settimana, ma di più di un mese prima di riprendere ed è ovvio che tutti sono penalizzati in questo senso. Anche qui nella catastrofe che sta accadendo si può ritrovare una situazione di equità perché ormai tutte le nazioni stanno adottando la misura della quarantena”.
Gli effetti di questa situazione potrebbero ripercuotersi anche sulla prossima stagione considerando magari ritiri estivi più brevi o si potrebbe riuscire a rimodulare le preparazioni mantenendo invariati gli equilibri?
“Ormai siamo a livelli altissimi sul recupero nel più breve tempo possibile quindi non penso ci possa essere un problema simile. È ovvio invece che in questo momento ci sia una questione a livello mentale perché se si stacca per alcuni giorni come quando si va in vacanza poi ci si scorda del campionato e si allenta la tensione, ma ripeto: è un problema che riguarda tutti. L’unica cosa, parlando della Lazio è che i biancocelesti sono i più penalizzati. Ad inizio campionato non avrei scommesso arrivassero a questo livello, subito sotto sì data la capacità di Simone Inzaghi di trasferire nei giocatori tutto quello che pensa e per la bravura degli stessi. In ogni caso, nel momento in cui è scoppiata questa situazione la Lazio era in maniera candida la favorita numero uno o alla pari con la Juventus per lo Scudetto. Quindi, dal punto di vista strettamente sportivo, la più penalizzata è la Lazio”.

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