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Ora ci vogliono i pezzi da 90

Doveva essere il trampolino per lanciarsi nel modo migliore contro il Bayern, e invece si rivela come la prima fermata dopo 15 vittorie di fila in campionato, in una notte che non tranquillizza Massimiliano Allegri. Senza dimenticare il possibile controsorpasso del Napoli, lunedì sera. L’approccio iniziale della Juventus è da squadra intenzionata a risolvere subito la pratica-Bologna, per poi concentrarsi sulla Champions. E invece questa volta lo spirito non basta, perché l’assenza di giocatori in grado di “azionare” la ruota, come Juan Cuadrado o Paulo Dybala, rende vana l’aggressività del primo quarto costringendo Allegri ad inserire prima il colombiano e poi l’argentino per cercare il cambio di passo. Mossa che non porta al successo, e la striscia si ferma in quell’Emilia in cui la Juve aveva rimediato l’ultimo ko, a Reggio Emilia. Se Allegri doveva uscire con alcuni interrogativi sulle scelte in vista di martedì allo Stadium contro il Bayern, in realtà le idee rischiano di essere ancora più “chiare”. Morata si conferma volitivo ma non incisivo (e nella ripresa Allegri si fa sentire chiedendo a gran voce allo spagnolo e Zaza di aumentare la pressione sul possesso palla rossoblù), mentre a Pereyra manca il guizzo del trequartista: non a caso El Tucumano rimane negli spogliatoi a metà gara. In questo modo, le decisioni di Allegri per sfidare Pep Guardiola, contro il cui Barcellona venne eliminato nel 2012 alla guida del Milan, sono quasi automatiche e dipendono essenzialmente da fattori fisici. L’auspicio è che Mario Mandzukic sia pronto per sfidare la sua ex squadra e quel Guardiola con cui non fu amore a prima vista: in quel caso, il croato farebbe coppia con Dybala, mentre un’esclusione di Morata – il cui ultimo gol risale al 31 gennaio – non sembra poter generare rimpianti. Con Chiellini disponibile, la Juve si schierebbe a tre nella retroguardia (tanto che Allegri nella ripresa al Dall’Ara soppesa l’ingresso di Rugani per schierare il trio dietro), in caso contrario Allegri opterebbe per uno schieramento a quattro, confermando i laterali di ieri – Lichtsteiner ed Evra – e a quel punto sarebbe tutto da disegnare il centrocampo. Il rombo tanto caro ad Allegri rischia di essere sconsigliato dall’assenza di un trequartista ispirato, vista la prova di Pereyra a Bologna, e considerando che Hernanes non dovrebbe essere rispolverato per una sfida del genere. Scegliendo Cuadrado al posto dell’argentino, si rivedrebbe la linea di centrocampo della ripresa di Bologna, potenziata dalla presenza di Khedira al posto di Sturaro. Tuttavia le indicazioni, anche se contro una squadra specialista contro le big (nell’era Donadoni, al Dall’Ara è caduto il Napoli, hanno pareggiato Roma e Fiorentina), non sono promettenti nemmeno in questo caso. Per questo, un rientro di Chiellini accanto all’indubbio apporto in termini di esperienza e personalità, risolverebbe ad Allegri un ulteriore dilemma: quello legato al modulo, scrive Tuttosport.
 

 

Khedira 2

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