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PAGELLE MB: Mandzukic un leone indomabile, Alex Sandro la garanzia, Rugani il futuro. Allegri risveglia la Juve

BUFFON 6 – La leggenda bianconera non ha grandi impegni nel primo tempo, anche se corre qualche rischio dopo venti minuti con una parata in due tempi sulla quale stava per inserirsi Petagna. Non può niente sul goal di Freuler, bravo a piazzare il pallone all’angolo.

LICHTSTEINER 6 – Il terzino svizzero si dimostra utile alla causa bianconera, limitandosi ad una prestazione ordinata e sicura, dettata anche dal modulo adottato da Allegri che non prevede molte sovrapposizioni sugli esterni per non correre rischi in difesa. Si prende un cartellino giallo al 30′ dopo uno scontro a gioco fermo con Kessie, protagonista insieme allo svizzero di un duello molto intenso sulla fascia destra della Juve. Lichtsteiner gioca senza spingere troppo, consapevole di dover fare esattamente quello, bene così.

RUGANI 7 – Il giovane centrale italiano continua il suo momento d’oro, dimostrandosi prezioso e preciso in fase difensivo e micidiale in attacco, segnando di testa il 2 a 0 della Juventus con uno stacco perfetto. Molto ingenuo e un po’ sfortunato al 34′, dove ferma con una mano un pallone, prendendosi un giallo evitabile. Cala un po’ nel finale ma è complice il cambio di modulo che permette all’Atalanta di sfruttare gli spazi che si creano a centrocampo e sulle fasce, la sua prestazione rimane molto buona.

CHIELLINI 6,5 – Il difensore bianconero è molto carico in una partita importante nella stagione della Juve e fa sentire la propria presenza fisica ad ogni occasione. Prende a sportellate tutti gli avversari, rischiando a volte qualcosa di troppo, ma sul piano dell’intensità e della concentrazione è sempre uno dei migliori.

ALEX SANDRO 7,5 – Si inventa una giocata stupenda dopo solo 5 minuti, servendo Sturaro con un cross filtrante perfetto. In una partita molto rude si esalta e al 14′ prova l’incursione al centro e trova il goal dalla distanza, complice anche Sportiello, decisamente non impeccabile. Corre tanto e si mette in mostra per la sua potenza fisica, oltre che per la sua qualità. Anche nel secondo tempo parte bene, con una splendida giocata a liberare Mandzukic dopo pochi secondi dal fischio d’inizio. Continua bene anche nel secondo tempo, regalando qualità e corsa. Un vero gioiello che la Juve deve tenersi stretta.

KHEDIRA 5,5 – Non è reduce da un periodo esattamente felice e alterna momenti discreti, dove da prova di intensità e fisicità notevoli, ad altri dove sparisce in mezzo al campo. Resta in linea con il momento che sta vivendo, giocando tanto ma con poca brillantezza e senza note particolari. Dal 60′ LEMINA 6 – Entra e cerca di aiutare il centrocampo bianconero dando sostanza e corsa in mediana. Prestazione ordinata ma abbastanza anonima del gabonese. Rischia di segnare il quarto goal nel finale dopo l’errore di Sportiello, ma prende il palo.

MARCHISIO 6 – Non è ancora al top della forma fisica e soffre un po’ l’intensità dell’Atalanta. Cerca di essere il regista basso della squadra, dando ordine alla mediana e coprendo come può. Nel finale migliora, complici i ritmi più bassi delle due squadre che permettono al Principino di mettere in mostra la sua qualità. Non brilla particolarmente, sbagliando qualche pallone di troppo ma la strada è quella giusta, in attesa della forma migliore.

STURARO 6 – E’ il centrocampista di cui Allegri ha bisogno e lo dimostra in una partita importante. La sua fisicità è fondamentale per contenere l’Atalanta, la sua corsa utilissima per entrambi le fasi di gioco e creare spazi per i compagni. Si prende un giallo evitabile al 69′, dimostrando un po’ troppa ingenuità.

PJANIC 6,5 – Il bosniaco è alle prese con una delle partite più difficile della stagione e soffre molto la grande intensità e la fisicità degli avversari. Serve un pallone ottimo a Higuain al 10′, ripetendosi al 20 con un cross ottimo per Sturaro. In mezzo alla confusione dettata dal ritmo di gioco serrato “modello inglese” trova più spazio per gli inserimenti e le giocate, riuscendo a liberarsi dalla difesa e dal pressing avversario. Esce tra gli applausi. Dal 77′ EVRA S.V.

MANDZUKIC 9 – In una partita così fisica il croato si esalta, correndo e svariando sul fronte d’attacco, consapevole che sul piano fisico non è inferiore a nessuno. Ruba un pallone prezioso a Kessie permettendo un contropiede micidiale, sprecato da Higuain. Continua a sacrificarsi per la squadra, salvando con una respinta di testa la porta bianconera da un tiro pericoloso di Gomez, guadagnandosi gli applausi a scena aperta del pubblico dello Stadium. Continua così anche nella ripresa, facendosi vedere da tutte le parti, recuperando palloni preziosi, servendo e liberando i compagni. Corona una prestazione meravigliosa con uno splendido goal con un colpo di testa da scuola calcio: stacco in anticipo netto, torsione di collo perfetta e palla che si infila accanto al secondo palo. Un leone implacabile. Standing ovation. Dal 75′ CUADRADO 6 – Entra e prova a mettere in mostra il suo repertorio, cercando i dribbling e gli inserimenti a sorprendere la difesa avversaria. Qualche buon numero ma pochi minuti di gioco in una partita che aveva ben poco da dire nel finale.

HIGUAIN 5 – Spreca una ottima occasione al 10′, dopo un inserimento molto buono che però si conclude in un nulla di fatto. Continua a faticare per tutto il primo tempo, rallentando il gioco della Juve e sprecando qualche buona opportunità in contropiede. Un passo indietro per l’argentino, il peggiore in campo dei bianconeri, che sembra lontano dal periodo di forma migliore ed estraneo anche dagli schemi di gioco di Allegri.

ALLEGRI 7 – Consapevole degli errori gravissimi della partita di Genova, cambia volto alla squadra schierando un 4-3-1-2 che permette una maggiore densità in mezzo al campo, inserendo giocatori fisici per contrastare l’intensità dell’Atalanta, come Sturaro e Alex Sandro. I risultati si vedono subito, con la Juventus che affronta a viso aperto i bergamaschi e che riesce a schiacciarli sul piano fisico. La qualità della rosa fa poi il resto: prima Alex Sandro poi Rugani trovano il goal premiando il coraggio e la forza dei bianconeri, che dimostrano di avere capito gli errori dell’ultima partita di Seria A contro il Genoa e sono pronti a sacrificarsi e a mettersi in discussione di fronte ad un avversario sempre pronto a mordere. Senza ali pure la Juve funziona, dominando il centrocampo e sfruttando bene le ripartenze, complice uno straordinario Mario Mandzukic che si esibisce in una performance straordinaria, travolgendo chiunque sul piano fisico e aiutando la squadra in tutte le fasi di gioco, arrivando a chiudere i conti nel secondo tempo. Nel finale Allegri si permette di effettuare qualche cambio e di passare al 4-3-3 che però concede spazi agli avversari, facendo arrivare Freuler al goal del 3 a 1. Più che un segnale, un’ indicazione netta che arriva direttamente dal campo: con le ali la Juventus non vola, anzi soffre molto l’intensità degli avversari. Vedremo se Allegri se ne ricorderà nelle prossime partite, oggi ad ogni modo la sua prestazione è buona.

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