Home / News / Pallone d’Oro, una storia a tinte bianconere

Pallone d’Oro, una storia a tinte bianconere

L’11 gennaio ci sarà la consegna del Pallone d’Oro 2015 e molto probabilmente a vincere l’ambito riconoscimento sarà ancora una volta il campione del Barcellona Leo Messi già recordman con 4 vittorie. A livello di club a dominare la classifica è invece la Juventus: sono ben otto i calciatori che hanno sollevato il prestigioso trofeo indossando la maglia della Vecchia Signora, a cui va aggiunto Cannavaro che nel 2006 trionfò dopo metà stagione in bianconero e l’altra metà con la casacca del Real Madrid, in mezzo il Mondiale conquistato con l’Italia.

In principio fu Omar Sivori, il primo grande numero 10 della storia bianconera. Il Cabezon era un mix di genio e sregolatezza e con i suoi dribbling faceva letteralmente impazzire le difese avversarie. Con Charles e Boniperti formava il trio magico con cui vinse tre scudetti (tra cui quello storico della stella) e tre Coppe Italia, fu capocannoniere di Serie A nel 59-60 con 28 reti realizzate. Il suo essere oriundo gli permise di vincere il Pallone d’Oro nel 1963 risultando così il primo italiano e il primo bianconero ad aggiudicarsi il trofeo.

Ma fu negli anni ’80 che il trofeo francese (allora assegnato dalla rivista France Football e non dalla Fifa) prese stabilmente la via di Torino. Grazie a Paolo Rossi che nel ’82 trascinò l’Italia alla conquista del terzo titolo mondiale in terra spagnola diventando per sempre Pablito. Ma prima del trionfo con la Nazionale il centravanti, rientrato in aprile dopo la squalifica per il calcioscommesse, contribuì alla vittoria del ventesimo scudetto della Juventus. Attaccante rapace, padrone dell’area di rigore, abilissimo negli spazi stretti, proprio per le sue qualità venne coniato il termine “fiuto del gol”.

Poi per tre anni (’83, ’84, ’85) il Pallone d’Oro divenne terra di conquista di Le Roi Michel Platini, unico giocatore ad aver alzato il trofeo per tre volte di fila prima dell’arrivo di Messi. Con Platini la Juventus raggiunge i livelli più alti della sua gloriosa storia, prima la vetta d’Europa poi quella del Mondo. Il francese, dotato di una classe ed un’eleganza senza pari, in cinque anni in bianconero vinse praticamente tutto aggiudicandosi anche tre volte il titolo di capocannoniere. Segnava tanto e bene, gol mai banali spesso da calcio da fermo, vero e proprio marchio di fabbrica del talento di Le Roi.

L’erede di Platini non poteva che essere un altro grandissimo numero 10, Roberto Baggio. L’anno di grazia fu il ’93 quando il divin codino incantò l’Europa intera conquistando da assoluto protagonista la terza Coppa Uefa della storia della Juventus. Una cavalcata trionfale che ebbe il suo apice nella finale giocata contro il Borussia Dortmund dove Baggio realizzò quattro reti di pregevole fattura tra andata e ritorno. Da segnalare anche le tre reti al Psg in semifinale. Con Baggio la giuria francese tornava a premiare la fantasia pura, l’estro e la classe cristallina.

Nel ’98 toccherà ad un altro giocatore d’oltralpe sollevare il Pallone d’Oro: Zinedine Zidane. Rimase in bianconero dal ’96 al 2001 vincendo due campionati, una Supercoppa e un Intercontinentale. Unico cruccio la Champions League che per ben due volte sfiorò ma che Borussia Dortmund prima e Real Madrid dopo gli negarono in finale. Carattere difficile ma dotato di un talento assoluto, Zizou incantava i tifosi con le sue magie, i suoi dribbling, il suo tocco di palla vellutato, il suo danzare con il pallone tra i piedi.

Giocatore completamente diverso fu invece Pavel Nedved che si classificò davanti a Henry e Maldini nell’edizione del 2003. Anno in cui trascinò la Juventus alla conquista dello scudetto e contribuì alla cavalcata in Champions League dove, in sua assenza, la squadra di Lippi fu sconfitta dal Milan nella maledetta notte di Manchester. Centrocampista offensivo caratterizzato da una potenza fisica devastante ed un grande facilità di corsa,  Furia ceca rimarrà sempre legato ai colori bianconeri non esitando a seguire la Juventus in B ed entrando, una volta appesi gli scarpini al chiodo, nella dirigenza del club.

Ultimo della lista dei bianconeri premiati è Fabio Cannavaro il quale, come detto in precedenza, vestì la maglia a strisce solamente i primi sei mesi del 2006 per poi decidere, una volta scoppiato lo scandalo di Calciopoli, di accasarsi al Real Madrid. Sarà proprio al Bernabeu che alzerà il Pallone d’Oro dopo il trionfo di Berlino e lo scudetto, poi riassegnato, conquistato a pieno merito sul campo con la Juventus.

Paolo Rossi

 

Check Also

PAGELLE MB, Dybala entra e serve gli assist per i gol Ronaldo ed Higuain. In difesa, bene anche il duo Demiral-Rugani

Buffon 6: Quando chiamato in causa, si dimostra attento e ancora in possesso, nonostante l’età, …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.