Home / News / Parla Tevez: ecco le mie verità

Parla Tevez: ecco le mie verità

direttaCarlitos Tevez, cannoniere juventino, è stato protagonista di una lunga intervista ai microfoni di JTV. Queste sono le parole di Tevez così come riportate da tuttojuve.com:

Il numero 10 lo hanno vestito Platini, Baggio, Del Piero, Sivori. Ti è capitata questa maglia tra le mani o l’hai scelta tu?

“No, si è sempre detto che io l’ho chiesta, ma me l’hanno data per la personalità che ho. Penso che la dirigenza mi abbia dato questa responsabilità perchè sapevano che io potevo indossarla e fare bene con la maglia numero 10. Ma io ho sempre detto che la responsabilità la si ha quando uno si mette la maglia della Juventus con lo scudo, questa è la responsabilità per me, più che il numero 10. La numero 10 è troppo importante per i tifosi, per tutta la gente della Juventus. Per me, personalmente, lo scudo della Juventus, quando lo indosso, mi dà una sensazione positiva, di carica, per difendere questo scudo”.

Come si affronta un avversario di rango come il Milan, anche se non al meglio della sua condizione?
“Sì, è vero che non è il miglior Milan sabato, ma è un ‘Clasico”, in Italia si gioca sempre. Penso che questa partita sia differente dalle altre. Juve e Milan è un ‘Clasico’ italiano e non si può mollare. Sappiamo il momento che stanno attraversando ma noi dobbiamo fare il nostro lavoro”.

Poi ricordiamo che all’andata hai fatto gol …
“Sì, speriamo di farlo anche sabato”.

Che campionato stai vedendo rispetto all’anno scorso?
“E’ duro. Sappiamo che ogni partita è difficile. In ogni partita ci divertiamo. Siamo una squadra molto unita e si vede una squadra in campo”.

Asado argentino o bagna cauda piemontese?
“No, asado argentino, io sono molto per l’asado in casa, con la mia famiglia, sono molto argentino”.

Organizzi le cene e inviti anche i compagni?
“Sì, invito i compagni. Lo abbiamo fatto un giorno, a Vinovo con l’asado”.

Tu che hai vinto la Champions sia in Europa che in Sudamerica, quali differenze vedi come passione negli stadi dei due Continenti? Tu che hai vinto tre Palloni d’Oro del Sudamerica, pensi che un giorno potrai vincere anche il Pallone d’Oro Fifa?
“No, la vedo difficile, perchè ci sono grandi giocatori come Messi, come Cristiano, ci sono grandi giocatori, ogni domenica loro fanno gol, due-tre gol, ed è difficile. Nel calcio italiano fare gol non è facile, è un altro calcio. Vedo lontano di vincere un Pallone d’Oro in Europa. Lo stadio… la passione è sempre la stessa, il sudamericano, l’argentino, come il brasiliano, dove io ho giocato, sono più appassionati per il calcio. Gli italiani sì, ognuno ha il suo modo di vivere il calcio, ma penso che in Sudamerica siano più appassionati. Stanno sempre in piedi, saltando, sempre così”.

Ti piace Carlitos come soprannome?
“Sì, mi piace”.

Come ti trovi con questo nuovo modulo?
“E’ diverso, noi possiamo fare cose diverse e questo si vede dentro il campo. Quando difendiamo con il 4-3-1-2 il mister chiede di difendere in un modo, ma quando abbiamo la palla che poi facciamo quello che sappiamo. Conte giocava con un modulo che gli piace, con le due punte vicine, giocando troppo di spalla”.

E tu come ti trovi meglio?
“Io mi trovo meglio con questo schema perchè faccio quello che sento dentro il campo, ho più libertà per giocare”.

Qual è il gol più importante che hai fatto alla Juventus?
“Penso che mi abbia emozionato di più il primo contro il Milan a San Siro. Il più bello, come giocato, penso quello contro il Parma. Ma il più emozionante a San Siro, il primo gol contro il Milan”.

Quest’anno sei tornato in Nazionale….
“Io parlavo dello scudo della Juve, ma quando uno indossa la maglia della sua Nazionale, della sua gente, c’è un’altra pressione. Sono stato molto felice e orgoglioso di tornare in Nazionale. Grazie al grande lavoro fatto con la Juventus sono tornato in Nazionale e adesso sono felice”.

Ma quanti chilometri fai ogni partita? Come vedi Sturari e i ritorni di Matri e De Ceglie?
“Non so quanti chilometri faccio ogni partita. E’ il modo di giocare, di vedere il calcio. Ogni palla penso che possa essere fondamentale per una partita. Tu non sai quale, ma devi lottare sempre. L’arrivo dei nuovi giocatori lo vedo bene. Matri e De Ceglie sono conosciuti da noi e anche il nuovo giocatore possa fare bene per la squadra”.

In quale Paese, tra Argentina, Inghilterra e Italia, il livello è più alto? E quale è stato per te il campionato più impegnativo?
“Io penso che in Inghilterra sia più bello giocare, è molto fisico. Ma qui si corre di più che in Inghilterra. In Italia è più tattico che fisico. In Inghilterra non c’è tanta tattica, si corre…vai, vai, vai…”.

In Inghilterra sono più aggressivi?
“Sì, ma gli arbitri lasciano giocare di più. Qui se vai con cattiveria, subito fallo”.

Quali sono i tuoi obiettivi per la stagione?
“Il mio obiettivo è essere campione d’Italia con la Juve. Vincere le tre competizioni sarebbe il massimo, però penso che vincere il quarto Scudetto nel calcio di oggi, come è il calcio di oggi non è facile. Penso che entreremo nella storia se vincessimo quest’anno, la Juve rimarrà per sempre nella storia: i giocatori, tutti, rimarremo nella massima storia del club”.

Simone

Check Also

Paratici

JUVE, Paratici multato dal Giudice Sportivo: “Frasi irrispettose nei confronti degli ufficiali di gara”

Il giudice sportivo della Serie A, Gerardo Mastrandrea, ha squalificato per una giornata Vanja Milinkovic …