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Pjanic alla Pirlo, Higuain deluso e consolato

La Gazzetta dello sport parla della partita di ieri della Juventus, soffermandosi su due protagonisti: Miralem Pjanic e Gonzalo Higuain.

Ieri Miralem Pjanic ha finalmente fatto il decisionista. Alla vigilia Allegri aveva chiesto di cercare l’opportunità della punizione al limite. Fatto. Pjanic non solo ha messo dentro un 2-1 perfetto, ma la «chance» da fermo se l’è pure presa. Cotta e mangiata. «È così – dice Pjanic –. Sono contento anche se so che devo essere decisivo non solo nelle punizioni. Rispetto a dove ero prima, qui c’è un nuovo sistema, un calcio differente con meno palleggio: pian piano mi sto adattando, ci conosciamo meglio e i meccanismi migliorano. Alla fine conta che la Juve vinca, e questa è una vittoria importantissima». È la punizione-gol numero 12 da quando è in Italia: nello stesso periodo solo Pirlo ha saputo fare altrettanto. Un Pjanic alla Pirlo solo nei numeri da fermo, anche perché in cabina di regia pura non è riuscito a stare. «Comunque – riprende Miralem – sappiamo che possiamo fare meglio. Lo schema col quale si gioca? Conta meno della filosofia e della mentalità. Ovviamente ci sono 6-7 giocatori nuovi, ci integriamo al meglio e per una volta io sono contento». Allegri è convinto che quello da regista possa essere il suo ruolo futuro, ma le «audizioni» passate (soprattutto contro l’Inter) sono andate in un modo tale che semmai si riproverà più avanti. E a proposito del verbo «provare», ecco il retroscena by Allegri. «Sono venti giorni – fa il tecnico – che Mire è ossessivo in allenamento sulle punizioni. Da ogni posizione, e finalmente l’ha potuta mettere in atto». Gol. Decisivo e per la prima volta da juventino. «Voglio continuare – fa Pjanic –: sono super contento di stare qui».

Contento di essere uscito dal campo non lo è certo stato il Pipita. Quando Allegri inserisce Evra, Higuain guarda stupito la lavagnetta, piega la testa, s’incammina verso l’uscita, non la prende bene ma senza infuriarsi. Nel dubbio, però, Allegri lo accoglie sottobraccio e gli spiega la sostituzione che aveva lo scopo di allargare Sandro: attenzione rimarchevole, lezioni di tattica. «Higuain ha fatto bene ma dopo il 2-1 dovevo togliere la punta – chiosa Max –. È uscito scuro in volto perché non aveva segnato, non è né triste né nervoso. Cos’avrei detto al posto vostro davanti a un cambio così? Beh: che ci sta a fare l’allenatore in panchina allora?»

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