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Pjanic senior: “Si è sbloccato ma non c’era da stupirsi. E’ vincente come la sua Juve”

Fahrudin Pjanic, padre di Miralem, ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, nella quale ha parlato dell’adattamento del figlio ad una nuova maglia, quella della Juventus: «Si è sbloccato, ma avevate dubbi? Non vedo quale sia il problema perché lui è sempre stato contento del lavoro fatto a Torino: segue le direttive del club, ascolta il tecnico, si sacrifica per la squadra. Quando ci si comporta così, i risultati arrivano: i tifosi non devono preoccuparsi, a maggior ragione dopo la punizione al Chievo.
In questo periodo si sta impegnando parecchio, so che suda in allenamento. Ha cambiato preparazione rispetto al passato e, fisicamente, ha avuto qualche problema all’inizio. Ora è tutto a posto: ovviamente deve continuare su questa strada, con questa serietà, perché è in un mondo completamento nuovo».
Roma e Torino? «Le città sono molto diverse, ma bellissime: ognuna ha pregi e difetti. In ogni caso, Miralem è consapevole che questo sia stato un passo avanti nella sua carriera: è in un club incredibile, perfetto per quelli che vogliono trionfare, proprio come lui. Anzi, direi che la Juve è simile a mio figlio, è ambiziosa e vincente. Il desiderio di successo è la cosa che gli piace di più: per questo è nel club ideale e si adatterà in fretta. Attenzione: anche Roma è una città per vincenti, però non so come funzioni là… All’inizio del campionato va tutto bene, poi succede sempre qualcosa».
Cosa manca per completare l’adattamento a Torino? «Pazienza e lavoro. Migliorarsi è possibile, questo è certo. Ma è certo anche che ci sono 4-­5 giocatori nuovi, tutti di livello altissimo, che si aggiungono a campioni già in rosa come Buffon: capirsi gli uni con gli altri non è facile ma, quando ci riusciranno, le cose andranno perfino meglio di così».
La vita bianconera? «Nulla di particolare, so che è stato accolto bene, mi dice che sono un bel gruppo. Spesso escono insieme e, come papà, questo mi tranquillizza».
Lei ha capito qual è il vero ruolo di Miralem? «È una domanda per Allegri, è lui che decide. Io dico che può giocare ovunque perché ha qualità e si applica. Può stare più avanzato visto perché ha l’abilità del passaggio decisivo, ma ha dimostrato di sapersi adattare anche in una zona più difensiva del campo: pure davanti alla difesa, sa organizzare il gioco».
È il più forte in circolazione nelle punizioni? «Assolutamente, il migliore. Un grande insegnamento allenarsi a Lione vicino a Juninho Pernambucano, ma la sua forza è stata nel creare uno stile tutto suo. Ormai possiamo dire che nel calcio esistono le punizioni alla Pjanic».

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