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PREPARTITA, Paratici :”L’allenatore sa benissimo cosa deve fare”

E’ arrivato ai microfoni di Sky Sport Fabio Paratici,  queste le sue dichiarazioni prima del match di Champion’s League tra Atletico Madrid e Juventus :
Avete già giocato a Madrid e si era parlato di mancanza di coraggio. Si aspetta una Juventus più coraggiosa, più tecnica, più bella?”No, mancanza di coraggio io non l’ho vista l’anno scorso. Le partite di Champions League sono sempre impegnative. In studio ho visto Alex Del Piero e Billy Costacurta, che ne hanno giocate tantissime e sanno benissimo che sono partite tutte molto difficili, soprattutto fuori casa, la prima mezz’ora è sempre infernale, anche quando vai in campi di squadre un pochino più abbordabili. Non è mancanza di coraggio, l’Atletico ha fatto una grande partita l’anno scorso al  Wanda Metropolitano, noi l’abbiamo fatta in casa, fortunatamente siamo riusciti a ribaltare il risultato”.
E’ cambia il lavoro anche della società? In campo vanno sempre in undici e bisogna gestire certe personalità. Alla lunga qualcuno scalpita. Che lavoro dovete fare?”Io direi che intanto negli ultimi 6-7 anni abbiamo avuto sempre molto importanti, formate da calciatori importanti e di grande personalità, che hanno vinto tanto, sia con la Juve che con le loro squadra di appartenenza prima di venire da noi, che con le squadre Nazionali. Quindi non cambia tanto, anzi, per noi è sempre il solito lavoro, l’allenatore sa benissimo cosa deve fare, abbiamo sempre avuto grandi allenatori che hanno saputo gestire benissimo  questo tipo di rose”.
a presenza di uno come Sarri, così chirurgico e metodico, però rende più difficile l’utilizzo di una rosa così ampia?”Non siamo preoccupati, dovremmo essere preoccupati del contrario, di avere una rosa ristretta. Se pensiamo che siamo alla quarta partita di questa stagione e abbiamo già lasciato Chiellini, abbiamo Douglas Costa fuori per un pochino, De Sciglio fuori per un pochino, quindi noi siamo preparati per fare una stagione lunga e necessitiamo di un certo tipo di rosa e di calciatori per tenere il livello della nostra competitività sempre molto alto. Questo è il nostro obiettivo e pensiamo di averlo raggiunto completando la rosa in questo modo”.
Adesso i giocatori accettano o non accettano i trasferimenti. Il lavoro dei direttori sportivi ora è molto più difficile di altri tempi.”Questo è un altro segnale che tutti vedono come negativo, noi da dentro lo vediamo in positivo. Noi siamo arrivati dieci anni fa e quando siamo arrivati pochissimo calciatori volevano venire alla Juve e alcuni volevano essere ceduti. Adesso siamo nella situazione contraria e questa credo sia la testimonianza di un lavoro fatto negli anni dalla società, dagli allenatori che abbiamo avuto che dobbiamo sempre ringraziare, dai ragazzi che hanno giocato che ci hanno permesso di raggiungere un certo tipo di livello”
Avete cambiato tanto sia voi che l’Atletico. Questo vuol dire che non eravate soddisfatti di come è andata a finire l’anno scorso?”No, eravamo soddisfatti perchè non dobbiamo dimenticare che abbiamo vinto 5 Scudetti e 4 Coppa Italia nelle ultime cinque stagioni e abbiamo partecipato a due finali di Champions League. Quindi non essere soiddisfatti sarebbe da folli. Abbiamo fatto i cambiamenti che abbiamo fatto perchè avevamo lacune numeriche in alcuni reparti, non di qualità. L’anno scorso è partito Benatia a gennaio, l’abbiamo rimpiazzato temporaneamente con Caceres. Abbiamo acquistato De Ligt che credo fosse il miglior giocatore sul mercato per età e livello con cui ha giocato l’anno scorso, ha giocato una Champions da super protagonista, è stato il miglior difensore della Champions. In mezzo al campo avevamo due lacune a livello numerico e abbiamo acquistato Ramsey e Rabiot. Poi non dimentichiamo che abbiamo riportato Gigi che è un emblema della Juve e ci dà sempre una grossa mano sotto tutti i punti di vista, e Demiral che è uno dei giovani più appetiti sul mercato

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