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Proc. Pjaca: “Marko ha sofferto molto, ma il peggio è passato”

Nessuno si sbilancia sulla data del rientro…
«Spero che dovremo pazientare tutti il meno possibile. Che salti una partita in più o una in meno non fa differenza, è fondamentale e prioritario che Marko guarisca bene. Bisogna ragionare sul lungo periodo».
Cosa intende dire?
«L’importante è che Marko torni al top, senza rischiare future ricadute. Alla Juventus lo hanno conosciuto bene durante gli allenamenti: tutti hanno fiducia in lui. Vedrete, l’esplosione definitiva di Pjaca è soltanto una questione di tempo».
Allegri continua a indicare Pjaca come la rivelazione del 2017. 
«Il fatto che il tecnico lo dica pubblicamente è un grande stimolo pure per il giocatore. Un conto è pensarlo, un altro è renderlo noto».
E’ stupito? 
«No, perché parliamo di uno degli Under 21 più forti a livello internazionale».
Già, prima di infortunarsi aveva collezionato 7 presenze facendo intravedere lampi di classe.
«E’ anche un po’ il rammarico di Marko. Si è fatto male proprio mentre stava giocando di più e stava lottando per un posto da titolare. Oltretutto con Dybala indisponibile avrebbe avuto maggiore spazio in questo periodo».
Qual è stato il giorno più duro per Pjaca? 
«Quando ha avvertito male durante l’allenamento con la Croazia. In quell’occasione l’ho sentito un po’ abbattuto. Ma Marko è uno tosto, un secondo dopo ha immediatamente cominciato a guardare avanti, cioè alla guarigione».
Come sta vivendo questo periodo senza partite? 
«Non pensate che abbia poi tutto questo tempo libero: è preso dalle terapie, Marko è molto disciplinato. E poi è un ragazzo che vive per il calcio».
C’è dell’altro? 
«Qualche passeggiata per le vie del centro di Torino con gli amici. E magari qualche partita in più alla Playstation. Ho giocato anche io contro di lui».
Risultato? 
«Sta diventando imbattibile. Io avevo il Barcellona di Messi, lui la Juventus. Ha vinto anche grazie ai suoi gol virtuali: Pjaca alla Play è uno dei migliori in campo».
E’ solo una partita ai videogame o un segno premonitore? 
«Vedremo… Di una cosa, però, sono sicuro: Pjaca, un giorno, arriverà a giocare contro il Barcellona in Champions e possiede le qualità anche per decidere una partita del genere. Con il nuovo anno esploderà definitivamente».
Il passaggio al 4-2-3-1 o al 4-3-3 lo dovrebbe agevolare. E’ corretto? 
«Dei sistemi di gioco è più giusto che parli Allegri. Marko, da questo punto di vista, è fortunato: è molto duttile, può trovare spazio in modi e situazioni diverse».
Quali sono i compagni che gli sono stati più vicini in questo mese trascorso ai box? 
«Mandzukic lo ha aiutato moltissimo e pure Pjanic è importante per Marko. E’ un fatto anche di lingua: sono come due fratelli maggiori per lui. Ma si trova bene con tutti i compagni: più imparerà bene l’italiano e più migliorerà le relazioni all’interno dello spogliatoio».
In estate, oltre a Pjaca, è arrivato in Italia un altro talento croato: Rog. Lei che è stato il mediatore della trattativa ha capito il motivo per cui l’ex Dinamo Zagabria non ha ancora messo piede in campo nel Napoli? 
«E’ una squadra formata, con un assetto proprio: inserirsi non è semplice per nessuno. Sarri è un maestro e saprà lanciare Rog al momento giusto. Trattandosi di un giovane di qualità, prima o poi si imporrà anche a Napoli».

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