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QUI UDINE, Musso: “Juventus top a livello mondiale ma… Ronaldo? Fortissimo ma…”

Lunga intervista a Tuttosport, per il portiere dell’Udinese, Juan Musso, che sfiderà la Juventus in campionato con la sua squadra. Queste le sue parole al quotidiano:
Musso, partiamo dal pareggio di sabato scorso contro il Napoli: più importante per la classifica o per il morale?
«Direi per entrambi. Questo è un campionato molto complicato, ogni punto è pesante. E riuscire a conquistare un risultato positivo, soprattutto contro avversari più attrezzati, ha un peso specifico maggiore. Magari il Napoli sta attraversando un momento particolare, ma questo non scalfisce assolutamente il valore della squadra». 
In generale, che idea si è fatto di questa Udinese? Tra alti e bassi, si sono viste alcune cose interessanti, altre meno. Dove dovete ancora migliorare?
«Questa è una squadra in crescita, ci stiamo ancora conoscendo. Ci sono tanti giocatori come me che sono al secondo anno in Serie A: è normale che adesso ci capiamo meglio, però dobbiamo ancora conoscerci bene in campo e stare insieme proponendo le stesse idee».
La difesa, dopo un avvio ottimo, ha subito qualche battuta d’arresto pesante (vedi le 11 reti incassate tra Atalanta e Roma nel giro di 4 giorni a novembre). Questi episodi sono dimenticati o vi servono per non commettere più gli stessi errori?
«Per non ripeterli, dobbiamo tenerli a mente sempre. Sono esperienze che ti dicono che se non riesci a rimanere organizzato per l’intera partita, può succedere di tutto. Soprattutto contro le squadre più forti: se perdi l’organizzazione possono farti anche tre gol in dieci minuti. Dopo quanto accaduto l’attenzione in campo si è alzata. Credo che abbiamo imparato la lezione».
 
Adesso siete attesi da un altro big-match, a Torino contro la Juventus, reduce dalla sconfitta all’Olimpico contro la Lazio. Quali sono le principali insidie?
«Stiamo lavorando tanto su quello che dobbiamo fare noi, che proponiamo noi. L’organizzazione, la costruzione del gioco da dietro, le ripartenze: sono tutte qualità che fanno parte del nostro bagaglio e che domenica dobbiamo sfruttare. Ovviamente siamo consapevoli che affronteremo una squadra come la Juventus, che è top a livello mondiale, ma questo non deve condizionare la preparazione della nostra partita». 
 

Da portiere considera Cristiano Ronaldo l’attaccante più pericoloso da affrontare?

«Sì, è un attaccante fortissimo, che non molla una palla, che cerca sempre di fare tutti i gol possibili. Uno dei più forti in assoluto. Ma nella Juventus non c’è solo lui».
 

Ci sono anche i suoi connazionali Gonzalo Higuain e Paulo Dybala. Lei conosce bene la Joya avendo anche avutol’opportunità di giocarci insieme con la Seleccion in occasione del test con il Marocco dello scorso marzo…
«Dybala è fortissimo soprattutto sulle conclusioni da lontano e nel dribbling. “El Pipa” lo conosco bene, l’ho visto giocare tante partite: è fortissimo, ha praticamente tutto quello che deve avere un attaccante».
 

Nella rosa della Juventus c’è anche uno dei più grandi portieri della storia del calcio mondiale: Gianluigi Buffon. Da ragazzino lo seguiva? In generale, a quale portiere si è maggiormente ispirato nella sua carriera?

«Proprio Buffon. Ha giocato tanti anni a livelli altissimi, è uno di quelli che ho sempre ammirato. Era l’idolo di tutti noi bambini che cominciavamo a giocare in porta. Sì, direi che Buffon è il portiere al quale mi sono maggiormente ispirato, ha vinto tutto». 
 

Dal punto di vista tecnico, la vediamo spesso utilizzare i fondamentali del futsal quali la “croce iberica” e la spaccata. Altri portieri a livello internazionale, Neuer su tutti, stanno mutuando alcuni movimenti dal calcio a 5, trasformando quello del portiere in un ruolo sempre più “attivo” nel gioco di squadra. Quale sarà l’orientamento per il futuro?
«Personalmente sono convinto che si possano sempre aggiungere conoscenze tecniche che ti facciano parare di più. Non esiste una sola maniera di giocare, ce ne sono diverse, esistono tanti stili, tante maniere di risolvere le giocate. È vero che ho perfezionato abbastanza la tecnica, ma mi permetto di fare anche movimenti più “istintivi”, più spontanei, dettati dalla situazione».
Siamo giunti a fine 2019. Tra l’esordio con la Seleccion, la salvezza con l’Udinese e la successiva conferma a uomo-chiave della squadra, possiamo dire che questo è stato il suo anno?

«Sì, è stato un anno bellissimo, la scorsa stagione è stata sofferta, ma è finita bene. Nonostante tutto ci sono state tante cose positive, come squadra siamo cresciuti. In questo gruppo siamo tutti più o meno allo stesso punto della carriera, siamo in crescita, con tante cose da imparare, ma anche voglia e fame per continuare a migliorare sempre».

Infine, qual è il sogno nel cassetto per il 2020?

«Mmm… bella domanda, però sono una persona che ragiona giorno per giorno. Cerco di sfruttare ogni occasione, ogni giorno come fosse l’ultimo, senza guardare troppo al futuro».

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