Home / News / RAZZISMO NEL CALCIO, C’è ancora chi si chiede se sospendere le partite… questione culturale?

RAZZISMO NEL CALCIO, C’è ancora chi si chiede se sospendere le partite… questione culturale?

“Fino a quando il colore della pelle non sarà considerato come il colore degli occhi noi continueremo a lottare” è una delle tante massime che ci ha lasciato uno dei più grandi rivoluzionari della storia… Ernesto Guevara.

Purtroppo, non abbiamo ancora smesso di lottare e, probabilmente, non smetteremo mai perché l’ignoranza e l’inciviltà regneranno sempre sovrane in questo mondo.

E’, però, ancora più grave quando fenomeni di intolleranza e di razzismo si verificano in ambiti sportivi. Parti di stadio che ululano contro l’uno o l’altro calciatore di colore… banane lanciate sul terreno di gioco contro ragazzi di origine africana o sudamericana per denigrarli con inutili stereotipi, insomma, l’uomo quando vuole sa essere tremendamente stupido.

Koulibaly, colosso difensivo del Napoli, è stato solo l’ultimo dei tanti atleti presi di mira negli stadi italiani e non solo… Da Zoro in Messina – Inter alle banane lanciate a Dani Alves, dalla rabbia di Boateng all’esultanza “scimmiesca” di Eto’o verso i tifosi del Cagliari che lo beccavano. Gli episodi sono molti e annoveriamo solo fatti accaduti nella massima serie ma c’è tutto un mondo dietro, dalla Serie B al calcio dilettantistico che spesso si macchia di queste infamie.

Nel 2018, ormai 2019, c’è ancora chi si diverte a denigrare il prossimo per il colore della sua pelle e tutto questo sotto gli occhi di quei bambini che stringono per mano un cattivo esempio.

Naturalmente, alla base, c’è un problema culturale ma la risposta al perché di questi fenomeni è ancora più radicata nel tessuto sociale del nostro paese e di tante altre nazioni considerate apparentemente civili. Purtroppo, la politica non aiuta… c’è chi è sempre pronto a sminuire questi episodi (c’è anche chi spesso li crea a scopo elettorale) pur di non affrontare, viso a viso, chi si macchia di questo atteggiamento. Le pene sono ridotte e, spesso, incerte… nessun Daspo e nessuna squalifica fermerà mai chi vive lo sport in questo modo, annullando l’essenza stessa del calcio: il gruppo, la collettività, l’uguaglianza, la competizione sì… ma quella agonistica!

Allora il dibattito si è spostato: è giusto o meno sospendere una partita di calcio in caso di beceri cori?

Già il fatto che una simile domanda venga ancora posta lascia intendere il livello culturale sul quale basiamo certe argomentazioni! Il calcio, come ogni altro sport, veicola messaggi più importanti ma rispetto al razzismo e all’odio dovrebbe ridursi ad aspetto secondario. Oggi il business intorno a questo mondo fa fatica ad accettare sospensioni e rinvii ma questo sistema dovrebbe cambiare alla base ed in presenza di fenomeni simili.

Non possiamo tralasciare tutti gli altri tipi di razzismo presenti oggi in ogni stadio italiano: insultare pesantemente una donna durante una partita del campionato femminile, così come prendere di mira un calciatore slavo, orientale, sudamericano, napoletano piuttosto che veneto…

Tutelare le differenze e soprattutto introdurle sempre di più nel mondo del calcio, così come nella società civile è la risposta all’idiozia generale. Magari al posto di Presidenti di Lega che parlano di disabilità riferendosi alle calciatrici, oppure di banane per i calciatori di colore… bisognerebbe inserire personalità di ogni cultura e tradizione, di ogni genere nei posti che contano… partire dall’alto per educare i bassifondi della nostra società.

E’ un mondo curioso il nostro… abbiamo accettato la globalizzazione e dunque siamo felici di comunicare con il mondo intero ma, ancora, non siamo in grado di amare il nostro vicino di casa: che sia nero, giallo o rosa… che sia semplicemente un altro uomo.

Check Also

EUROPA LEAGUE, Roma e Napoli in campo alle 18:55

Quest’oggi giovedì 22 ottobre alle ore 18:55 scenderanno in campo le squadre italiane di Roma e Napoli in occasione …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *