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Maurizio Sarri

SARRI AL MAX

Allegri e Sarri, Sarri e Allegri. Per anni la sfida tra i due tecnici è stato il duello di punta del nostro campionato. Il pragmatico Max alla guida della cinica Juventus, Sarri e il suo spettacolare gioco ad inseguire con il suo Napoli.

Sino alla scorsa stagione. La sconfitta contro l’Ajax in Champions League porta ad alcune riflessioni in casa bianconera: serve cambiare, il ciclo di Allegri è finito. Ancora di più: Serve il gioco.

La decisione di quest’estate di affidarsi a quel Maurizio Sarri così lontano dal mondo bianconero è stata certamente una sorpresa per il nome e il passato, ma non di certo per il concetto: la volontà chiara della società era quello di arrivare ad avere una Juventus che non solo vince, ma gioca un bel calcio.

Eppure, analizzando i primi mesi di Sarri in bianconero, si nota come questi siano stati caratterizzati da luci e qualche ombra.
Dal punto di vista delle prestazioni infatti i bianconeri hanno convinto solo a sprazzi. Serve tempo per assimilare le idee del tecnico certo, e la rosa non esattamente compatibile con il credo calcistico di Sarri, vero anche questo. Ma è indubbio che ci si aspettasse qualcosa di più da una rosa così ricca di campioni. Del cosiddetto “sarrismo” si è intravista qualche traccia e poco più.

Dove invece la Juventus non smette di deludere invece sono i risultati. Prima in campionato, in corsa per passare il turno degli ottavi di Champions (pur con una sconfitta contro il Lione nella gara d’andata che aggiunge alla tesi precedente sulla mancanza di gioco), pienamente in corsa per la Coppa Italia.

Come dite? Ricorda qualcosa? Eh già…perché la Juventus di Sarri in questi mesi si è mostrata stranamente….allegriana. Spesso brutta, ma incisiva e vincente, soprattutto in campionato. Qualche intoppo di più invece in Europa. Il tutto senza però mostrare la sicurezza e la sensazione di strapotere che la Juventus di Allegri riusciva ad imporre in Italia. Merito anche di avversari decisamente più credibili, certo, ma si sa che il contesto alla Juventus il contesto conta poco. Il risultato è l’unica variante da prendere in considerazione.

Proprio da qui ripartirà la stagione della Juventus. Con le voci di mercato perennemente a rincorrerlo nonostante la fiducia pubblicamente mostrata dalla società, Sarri dovrà dimostrare di poter dare la sterzata definitiva alla sua avventura bianconera, che sia una strada brutta ma vincente come quella di Allegri (con però l’obbligo di ribaltare le sorti del cammino europeo…) o quella di un gioco che deve finalmente ingranare come previsto all’inizio della società.

Non solo. Proprio in questo momento di evidenti difficoltà psicologiche e fisiche conseguenti al lungo stop e alla difficile situazione, il tecnico dovrà smentire coloro che lo reputano non carismatico abbastanza da gestire il gruppo di campioni della Juventus. A lui il compito di restituire una Juventus bella, vincente, ma soprattutto squadra.

 

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