Home / News / SARRI, Integralista? L’allenatore bianconero cambia pelle

SARRI, Integralista? L’allenatore bianconero cambia pelle

Maurizio Sarri da sempre legge la realtà attraverso i numeri. Li consulta con la stessa passione con cui divora i romanzi della Beat Generation: è un uomo di scienza che ama le lettere, un pensatore arguto. Per questo rifiuta il dogma e applica sempre il pensiero critico. Non c’è niente di più sbagliato del considerarlo un «integralista»: nonostante il rischio di affezionarsi alle proprie idee, non ha mai avuto paura di cambiarle. Ci sia in campo un Tavano, oppure un Cristiano, per Sarri bisogna prima di tutto adattare le squadre alle caratteristiche dei giocatori più importanti: il modulo sarà soltanto una conseguenza.

Trasformista

La sua storia partita dal basso è là a dimostrarlo: è stata proprio la provincia ad avergli insegnato la nobile arte del far di necessità virtù. E anche adesso che ha raggiunto la cima più alta, Sarri non ha cambiato attitudine. L’infortunio di Douglas Costa rovina i piani ambiziosi di 4-3-3? Inutile irrigidirsi con lo stesso sistema, più efficace affidarsi al trequartista e passare al caro vecchio 4-3-1-2, inaugurato con il Brescia: ha portato a tre vittorie in tre partite. Il cambio di modulo è la novità di questo primo periodo sarrista: Ramsey (ma pure il Bernardeschi visto finalmente felice contro il Bayer Leverkusen) sarà l’uomo chiave dietro alle due punte. Il tridente d’attacco usato nei primi vagiti della stagione, però, non è andato in soffitta definitivamente: «Poi se torna Douglas Costa abbiamo la possibilità di tornare di nuovo a un modulo diverso» ha ammesso il tecnico martedì nel dopo-partita.

Saponara lo ispirò

Il finto integralista della panchina attirò curiosità piantando il seme del bel gioco a Empoli. Lì, in Serie B, si convertì al trequartista, abbandonando il 4-2-3-1 testato per anni. In quel 2012-13 si accorse che la coppia Maccarone-Tavano necessitava di un suggeritore alle spalle: Saponara dava garanzie dal punto di vista fisico, aveva la giusta tecnica tra le linee, e permetteva pure di valorizzare Valdifiori come vertice basso a metà campo. Se alle parole «Saponara» e «Valdifiori» si sostituiscono nell’ordine «Ramsey» e «Pjanic», il risultato è lo stesso.

Quel Napoli show

Sarri portò anche a Napoli il segreto custodito a Empoli: il trequartista sarebbe dovuto essere ancora il compasso attorno a cui far ruotare la squadra. Nel 2015-16, all’inizio, era Insigne l’uomo scelto per innescare Higuain e Mertens, poi le prime prestazioni sbiadite portarono il tecnico a modificare assetto: Sarri capì, infatti, che esisteva un sistema migliore per valorizzare al massimo la mercanzia. Passò al tridente in una storica partita di Europa League, Napoli-Bruges 5-0: quel 17 settembre 2015, in fondo, è l’atto di nascita del Napoli sarrista. Da quel momento in mezzo c’è sempre stato un centravanti, Gonzalo Higuain, e due diavoli sulle fasce a rifornirlo di palloni. L’anno dopo Pipita si trasferì in casa dei rivali: senza il cannoniere che aveva segnato 36 gol, Sarri fu costretto a cambiare ancora. A lavorare di fantasia, piegando anche gli eventi negativi a suo favore: l’infortunio di Milik, erede designato di Higuain, lo portò a cambiare la posizione di Mertens. Finì per fare il 9, un po’ «falso», un po’ atipico, con risultati eccellenti. La bellezza delle giocate in quell’attacco di piccoletti terribili è negli occhi di tutti, ma nulla può essere replicato in questo gioco: la sua Juve sarà gioco forza diversa, il tecnico è il primo a ripeterlo. L’anno scorso al Chelsea, ad esempio, si è affidato alla capacità squilibrante di Eden Hazard nel 4-3-3, adesso alla Juve sta raccogliendo i primi frutti grazie all’eterno ritorno del 4-3-1-2. Sarri, pensatore senza dogmi, è fatto così: cambia, sterza, inventa. E lo fa spesso appena si siede su una nuova panchina: neanche questo è un caso. Lo riporta la Gazzetta dello Sport.

Check Also

SOCIAL-FOTO, la Juventus augura buona fortuna ai calciatori impegnati questa sera

La Juventus, con un messaggio su twitter, augura un in bocca al lupo a Demiral …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.