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Se la Juve riposa e lavora ecco il risultato

I bianconeri, ieri sera, hanno però dimostrato che Genova è stata un incidente di percorso e non la regola, che non c’è da temere una nuova fase in discesa come quella che aveva caratterizzato la prima parte del campionato scorso: per cancellare Marassi è bastato un quarto d’ora. Marchisio ha sottolineato come questa fosse la risposta giusta alla brutta prestazione della scorsa settimana: arrivata proprio contro una delle squadre più in forma del campionato, la rivelazione che mette un po’ di apprensione alle grandi, ma non alla Juventus. Massimiliano Allegri è stato molto attento a preparare l’appuntamento: in ballo c’è anche la Champions League mercoledì prossimo, con la Dinamo Zagabria che viene allo Stadium con ogni intenzione di non far fare una passeggiata alla Vecchia Signora. Anche perché nonostante la qualificazione sia già in cassaforte, per la Juve la posta in gioco è alta: in palio infatti c’è il primo posto del girone, un aspetto importante, anche se non essenziale, per avere un percorso in Champions il più sereno possibile.
E in Europa come in campionato il mantra del tecnico livornese è sempre lo stesso: calma, gestione e concretezza. Sembra un disco rotto, ma è chiaro che i suoi ragazzi hanno bisogno in continuazione di qualcuno che incanali nel modo giusto la “frenesia” e il furore che hanno di chiudere subito la partita, che a volte li porta ad essere troppo frettolosi e imprecisi. E-scrive Tuttosport– anche per mantenere alta la concentrazione quando si vince e sembra tutto in discesa. «Quando perdi è normale ci sia una reazione – ha commentato Allegri – a Genoa abbiamo preso tre gol in 29 minuti, ma è fisiologico anche quando cerchi di fare le cose per bene. L‘Atalanta ci ha impegnato molto fisicamente, è stata una partita complicata ma i ragazzi sono stati bravi».
Allegri ha avuto anche un apporto importante in Pjanic, ultimamente un po’ “sbiadito”: «Miralem ha giocato discretamente bene. Mentre per quanto riguarda Higuain, lui è abituato a fare sempre gol ma non patisce non segnare: ha avuto diverse occasioni per segnare, non lo ha fatto, ma lo farà. Lui è sereno. Mandzukic è finalmente stato il vero lui, ci ha dato una mano sul piano offensivo e difensivo, e quando gioca così è più facile che segni». Il tecnico non vuol sentire parlare di problemi: «Si deve trovare un problema ogni tre giorni: prima il Genoa, poi la Champions, ora Higuain… Gonzalo non ha nessun problema. Nel calcio conta una cosa sola: vincere».

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