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Sfatato il tabù Napoli: ecco le pagelle!

Dopo una settimana piuttosto burrascosa sia per le critiche ricevute a causa delle ultime prestazioni, sia per le vicende del calciomercato, la Juventus riesce a sbancare Napoli dopo ben quattordici anni, davanti ad un San Paolo gremito e avvolto da un’ atmosfera magica, con le note di Pino Daniele che attraversano i cuori di tutti i 60.000 spettatori e non solo. La partita non ha tradito le aspettative e sarà sicuramente piaciuta a chi ha amato la propria città fin dal suo primo giorno di vita. Ritornando al campo, la squadra di Allegri può dirsi soddisfatta: il vantaggio sulla Roma sale nuovamente a tre punti e, soprattutto, si è potuto finalmente ammirare la reazione al gol del pareggio subito, si è rivista, cioè, quella rabbia e quella voglia di vincere che in questo mese erano venute meno. Partiamo con le valutazioni:

Buffon: voto 6=  Al contrario di quanto accaduto nelle ultime trasferte all’ ombra del Vesuvio, il portierone bianconero non ha dovuto cimentarsi in molte parate. Sempre sicuro nelle uscite alte e fondamentale nel dare fiducia alla  squadra attraverso la sua personalità: compiere un dribbling ai danni di un campione quale Higuain è disumano e, inoltre, infonde una sicurezza a tutta la propria compagine, fondamentale per uscire vittoriosa da un campo così ” caldo”. Sono giocatori, questi, che diventano esempi da seguire non solo per i propri compagni, ma anche per gli avversari e, la reazione sportiva al gol annullato per carica sull’ estremo difensore da parte di Koulibaly, lo dimostra.

Chiellini: voto 6= La prestazione del centrale livornese è paragonabile ad un pittore che con le sue pennellate fenomenali riesce a compiere un’ opera straordinaria per poi, alla fine, rovinarla con una svista. Da incorniciare la sua prestazione fino al gol del pareggio: sempre attento nelle coperture, nelle diagonali e provvidenziale nella chiusura su Callejon, ecco che si dimentica Britos sul calcio d’ angolo, rischiando di compromettere tutto quello che di buono era stato fatto dalla squadra. Sufficienza doverosa, ma che poteva essere anche molto più ampia.

Bonucci: voto 6,5= Mezzo punto in più rispetto al suo compagno di reparto, perché Bonny non sbaglia nulla: ormai forte della fiducia di tutto il popolo bianconero, conquistata meritatamente sul campo, dimostra ancora una volta la sua capacità di caricarsi la difesa sulle spalle, mettendo ordine  nei momenti di confusione e aiutando a limitare il grande potenziale offensivo partenopeo.

Evra: voto 6,5= Ormai è assodato: il veterano francese si è impossessato della fascia sinistra bianconera, proprio come aveva fatto a Old Trafford agli ordini di Sir Alex Ferguson. Non si dimostra più timoroso nel farsi dare la palla e nell’ avanzare, ma, al contrario, registra diversi uno-due col suo connazionale Pogba e, anche quando non riesce a recarsi sul fondo con continuità, dimostra molta attenzione in fase di copertura.

Caceres: voto 7,5 ( il migliore)= Eccolo lo spirito guerriero, il pathos sudamericano che è mancato alla Juventus nelle ultime uscite. Tornato dopo tre mesi di inattività, sembra che quel campo verde non lo abbia mai abbandonato: in un ruolo non tipicamente suo, avanza senza paura. I cross non sono i suoi colpi migliori, ma la battuta di testa vincente sì. Conferma la personale sete di gol contro la formazione azzurra e avverte Allegri che lui c’ è, che è pronto a sputare sangue per questa maglia.

Marchisio: voto 6= Dare una valutazione ad un giocatore come Claudio è sempre difficile perché, anche quando non ci meraviglia col suo fantastico stile, si rivela sempre molto efficace. Ha, infatti, un’ abilità unica nel chiudere le linee di passaggio e nello stringere il campo. Certo, da lui è logico aspettarsi di più sia nel dirigere la mediana, sia nell’ inserirsi, ma aspettiamo fiduciosi.

Vidal: voto 6,5= Discorso analogo anche per il centrocampista cileno: corre e pressa come un dannato, ma sbaglia troppi passaggi. Il mezzo voto in più è, sicuramente, dovuto al gran tiro in diagonale sotto l’ incrocio che chiude la partita e fa saltare in piedi l’ intera panchina.

Pirlo: voto 6= Non sono queste le serate predilette dal maestro Mozart come lo chiamano a Torino: gli avversari pressano tanto e con molta aggressività e, quindi, fare gioco diventa piuttosto complicato. Sbaglia anche lui, come tutti i suoi colleghi di reparto, diversi passaggi, facendo anche correre qualche brivido sulla schiena di Allegri e di tutti i suoi tifosi con qualche sbavatura in zone di campo critiche. Eh sì, ad Andrea piace rischiare sia nel bene che nel male. Non è assolutamente un giocatore banale e per questo a noi, così come al mondo intero, piace da impazzire. Molto bello ed efficace il calcio piazzato battuto sulla testa di Caceres in occasione del secondo gol.

Pogba: voto 7= In notti come queste, con lo stadio incandescente ed un’ intera città che ti fischia, sono le giocate dei campioni a fare la differenza e il suo destro acrobatico che indirizza la palla alle spalle di Rafael è una di queste. Non si dimostra travolgente come la domenica prima, sbagliando qualcosa di troppo, ma si tratta di un giocatore che è, semplicemente, di un’ altra categoria, quella che ti fa innamorare di questo sport, perché capace di lasciarti senza parole grazie alla sua magica imprevedibilità.

Tevez: voto 6= Da un argentino, nella terra degli argentini e in uno stadio dove un argentino ha fatto la storia del calcio, è logico aspettarsi molto di più. L’ Apache non entra mai veramente in partita, ma solo a spezzoni, che, guarda caso, coincidono con due gol, ossia il primo e il terzo. Chissà cosa sarebbe successo se fosse stato devastante per tutta la partita come ci ha abituato a fare…

LLorente: voto 6,5= La valutazione dell’ attaccante spagnolo è leggermente più alta del suo compagno di reparto e questo è il risultato del grande sacrificio e della grande forza d’ animo che Nando impiega sull’ erba del San Paolo. Tenere testa, fisicamente parlando, a due colossi quali Koulibaly e Raul Albiol non è mai banale, ma lui lo fa alla grande, dimostrandosi anche molto rapido e reattivo in certe occasioni di confusione tattica. Il fatto che Tevez sia capocannoniere lo si deve anche a tutto il lavoro sporco che Fernando mette in pratica ogni Domenica

E’ stato, quindi, sfatato il tabù Napoli dopo quattordici lunghi anni e la notte emozionante di Napoli finisce con gli abbracci di tutta la panchina, pronta a correre verso le prossime vittorie. Tuttavia, questo è un giorno che la città partenopea non deve dimenticare, perché chiunque abbia visto l’ entrata in campo, indipendentemente da quale parte di mondo fosse, sì è alzato in piedi per applaudire un tale amore nei confronti di uno dei suoi tanti grandi figli: Pino Daniele.

 

SIMONE GOLIA

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