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Tacchinardi: “La Juve non deve farsi trasportare dall’entusiasmo o dalla presunzione. Su Higuain e Dani Alves…”

Alessio Tacchinardi ha parlato al QS della finale persa dalla Juventus contro il Real Madrid nel 1998: «Una delle pagine più brutte della mia carriera – ricorda Tacchinardi, oggi commentatore di Mediaset Premium – soprattutto per aver deluso i nostri tifosi. L’errore arbitrale fu decisivo ma forse eravamo troppo convinti di vincere, quella sera…».

Tacchinardi, cosa deve fare la Juve stavolta per far piangere il Real? «Se la gioca alla pari ma se posso dare un consiglio non devono farsi influenzare troppo dell’entusiasmo che c’è intorno alla squadra per la conquista dello scudetto e della Coppa Italia. Non ripetano il nostro errore, peccando di presunzione: devono giocare sapendo che c’è metterci qualcosa in più per vincere con una squadra così. Come contro il Barcellona, quando hanno interpretato alla grande il doppio confronto».

Il rischio è che Cardiff sia uno spartiacque: se la Signora vince entra nella leggenda, se perde la magia di questa annata rischia di svanire tutta d’un colpo… «Non scherziamo. Chi non la considera comunque una grande stagione non sa nulla di calcio e può parlare solo al bar… È una partita e può essere decisa da un episodio ma non si può cancellare quello che la Juve ha fatto finora».

Una delle svolte della stagione è stato il nuovo utilizzo tattico di Dani Alves nei tre alle spalle di Higuain. Il brasiliano sembra trasformato…«È vero, ma solo in parte. Il segreto della crescita del giocatore, secondo me, è stato l’ambiente bianconero. È arrivato dal Barcellona con un pizzico di spocchia, tocchi di prima, poca propensione alla fase difensiva. Poi si è reso conto che alla Juve c’è un blocco di giocatori italiani che si allenano il doppio degli altri e sono un esempio di professionalità per tutti. Essendo un giocatore esperto e carismatico ha capito che quella era l’unica strada per diventare un elemento fondamentale della squadra».

Andiamo oltre la notte in Galles. Cosa può servire alla Juve sul mercato per diventare ancora più forte? «Dipende innanzitutto da chi sarà l’allenatore: chissà che Allegri, se farà il triplete, non voglia cambiare aria. Ma credo che la società sia pronta ad accontentarlo e a investire per dominare in Italia e per giocarsela in Europa per molti. Sono convinto che il club debba investire molto sugli esterni di centrocampo e su un’alternativa a Higuain che in questo momento manca. Se davvero riescono a prendere Keita, Douglas Costa e Schick, la Juve diventa la prima squadra da battere. A livello europeo…».

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