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THURAM: “In Serie A mai presi provvedimenti contro il razzismo”

Ex difensore di Juventus e Parma in Italia, oltre che della nazionale francese, Lilian Thuram si sofferma, intervistato dal “Corriere dello Sport”, a parlare di razzismo negli stadi dopo i “buuu” razzisti dei tifosi del Cagliari all’indirizzo di Lukaku nel match di Serie A giocato dai sardi contro l’Inter: “C’è tanta gente che parla, sottolinea la necessità di cambiare e poi non fa niente. E per me chi non fa niente, vuol dire che è d’accordo con quelli che fanno “buu”. Qualcuno si arrabbierà per le mie parole, ma la penso così. Se ti dà fastidio una cosa, fai di tutto per cambiarla. In Francia per esempio gli arbitri interrompono le partite in caso di atteggiamenti contro l’omosessualità sugli spalti: sospendere la gara e mandare le due formazioni negli spogliatoi vuol dire educare la gente. In Italia non mi ricordo di prese di posizione così forti. Da quanti anni ci sono questo tipo di reazioni dopo fatti simili? Alla fine tutti pensano che sia una cosa grave, ma una soluzione va ancora trovata. Se per tanti anni ne parla, ma non si riesce a fare niente, vuol dire che c’è un’ipocrisia tremenda e che manca la volontà di risolvere il problema. Una cosa del genere è successa in Inghilterra a Pogba che sui social network è stato offeso. C’è stato un allenatore che ha fatto un’uscita ipocrita affermando che bisogna boicottare i social perché certi comportamenti non erano tollerabili, ma quello stesso tecnico in passato sosteneva che le gare non si dovevano fermare in caso di “buu”. Tutti dicono “Facciamo qualcosa”, ma nessuno fa davvero qualcosa. E i razzisti credono di avere ragione”.

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