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TMW RADIO, Tavecchio: “Non vorrei essere Gravina… E ghettizzare il calcetto è da impreparati”

Il calcio che naviga a vista, un futuro ancora in bilico. La morsa del Covid-19, i positivi del pallone, le gare in dubbio. Tematiche che Tuttomercatoweb.com affronta con l’ex presidente della FIGC, Carlo Tavecchio. “Il problema è duplice: la salute dovrebbe essere la prima cosa che conta sotto ogni aspetto, culturale, sportivo e industriale del paese. Mi sembra che sia messa in grande difficoltà dal punto di vista del controllo. Collegato a questo discorso c’è il tema economico, soprattutto per i club calcistici, che hanno visto perdere abbonamenti, biglietti, sponsor, tifosi. Le cifre che danno sulle perdite fanno tremare. E’ un momento delicato: il Governo, nelle ipotesi di sostegno di cui si dovrà parlare per l’indotto sportivo, dovrà prevedere degli aiuti strutturati”.
Il sistema, altrimenti, è a rischio.
“Scattano una serie di meccanismi in caso di contributi, è una catena che si sta elaborando, un movimento che cambia”.
E se il calcio dovesse fermarsi?
“Serve continuare. Se cade anche quello, dal punto di vista economico e del sistema paese, è complicato. La gente non può stare senza niente: il campionato è una delle opportunità più importanti per gli italiani, se dovessero togliere pure questo… E poi c’è il problema dei diritti tv: se si perdono anche quelli, il sistema collassa”.
Cosa farebbe lei se oggi fosse ancora alla guida della FIGC?
“Non vorrei essere nei panni di Gravina… Dovrà valutare delle ipotesi come play-off e play-out che non sono secondarie. La Federazione non può non sostenere la continuità del calcio e il mondo del calcio di base, i giovani”.
Già, i suoi dilettanti.
“Un milione e duecentomila ragazzi, all’improvviso, si fermano? Di nuovo? E che succede?”
Eppure il calcetto, tra gli altri, sembra a rischio.
“Cosa significa fermare il calcetto? Ogni sport ha il contatto, anche gli altri ce l’hanno. Chi è la mente eccelsa che parla di calcetto? E’ di contatto come pallacanestro, pallavolo, beach soccer… Perché si ghettizza uno sport? E’ uno sport che è un cinquantesimo rispetto agli altri. Ieri sera ho visto la Nazionale: c’erano diecimila persone distanziate allo stadio. Se al calcio togliete anche questo, che dobbiamo fare? Niente teatro, niente cinema, niente di niente…”.
Che idea si è fatto del caso tra Juventus e Napoli?
“Se come dicono sia vero, che l’ASL è intervenuta, c’è una discrasia tra i poteri dello stato. Un conto è il Ministero della Salute ma nel protocollo pare che ci fosse la possibilità dell’ultima parole dell’Azienda Territoriale. Se è intervenuta, è un problema di non poco conto. Chi si prende la responsabilità di andare contro? L’accordo coi club però così salta.. Non si capisce da dove iniziare. In un sistema paese non può mancare come manca adesso il manico!”.

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