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Toro occhio ai bianconeri che usano….la testa

Perché puoi comprarti anche un abito da migliaia di euro, ma spesso, a fare la differenza, è il dettaglio. E allora, senza scomodare cinture o calzini perché non è proprio il momento, – vero Lulic? – traslare la metafora su una partita di calcio significa focalizzarsi anche e soprattutto sulle palle inattive, dove la giocata del singolo può decidere le sorti di un incontro. Altro che studiare statistiche, movimenti collettivi, moduli alternativi e quant’altro. Sempre più spesso, in questo calcio iperstatisticizzato e quindi diventato prevedibile, a cambiare il risultato sono le azioni che scaturiscono dai calci di punizione o angoli: con il pallone che finisce direttamente alle spalle del portiere o viene telecomandato sulla testa di qualche compagno, lesto a incornarlo in rete. E la possibilità che il tutto accada e diventi realtà è direttamente proporzionale alla qualità dei giocatori in campo. Proprio così-scrive Tuttosport– le percentuali lievitano se maggiore è il numero di campioni. Va da sé, quindi, che nel derby i dettagli siano appannaggio della Juventus anche se Ljajic e Iago Falque non scherzano su punizione.

Ma il problema numero uno che può diventare un clamoroso vantaggio per gli uomini di Allegri sono le palle alte che spesso sono figlie di angoli (i bianconeri ne calciano una media di sei a partita) piuttosto che punizioni. Nelle incursioni aeree la Juventus, in queste prime 15 partite di campionato, ha saputo segnare sei volte. E le firme non sono un’esclusiva degli attaccanti: due inzuccate d’oro di Chiellini (entrambe con la Sampdoria), altrettante di Mandzukic, una di Khedira e Rugani che ha poi concesso il bis in Champions contro la Dinamo Zagabria. Se questo dato lo si accosta al fatto che la difesa granata ha subito 12 reti delle 19 su azioni innescate da palloni alti, ecco che non serve aver studiato le dispense da tecnico distribuite a Coverciano e individuare un punto da circoletto rosso per sottolineare dove potrebbe rompersi l’equilibrio di un derby che, alla terzultima del girone d’andata, si presenta con la Juventus in testa alla classifica grazie a 36 punti e il Torino, al settimo posto, con 25.
Dunque la difesa granata dovrà darsi una bella sveglia per evitare di vedere il pallone finire in fondo al sacco dopo che uno juventino l’ha colpito di testa. Mihajlovic più volte ha speso tempo alla Sisport su un lavoro specifico in tal senso – “farò venire loro testa come tamburo” – ha detto qualche settimana fa dopo aver visto il Toro beffato proprio da uno di questi palloni aerei. Dunque la difesa è chiamata a una prestazione d’orgoglio e magari a provare l’effetto della prima volta… Già, nessun difensore quest’anno ha saputo segnare e i ragazzi non ce l’hanno nelle corde (Rossettini 7 gol in 211 gare, Castan 1 su 83, Zappacosta 4 su 66 e Barreca 0 su 11). Allora ai granata non resta che sperare che il derby confermi il vecchio detto per cui è una partita a sé stante. Già, stanti queste premesse….
 

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