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Tutta l’amarezza di Paulo

Paulo Dybala ha chiuso la prima stagione nella Juventus con tre trofei in bacheca (Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa italiana) e 23 gol in 46 partite, scrive La Gazzetta dello Sport. A segno in tutte le competizioni affrontate dai bianconeri, il 22enne talento di Laguna Larga ha accarezzato a lungo un’estate tutta «albiceleste», accanto a Leo Messi in Coppa America o a caccia di uno storico oro olimpico nella tana degli «odiati» brasiliani. Rimarrà invece a secco di Seleccion. Tata Martino, c.t. della nazionale argentina, non l’ha infatti inserito fra i 23 che partiranno per gli Stati Uniti, sede della Coppa del Centenario, mentre per quanto riguarda i Giochi di Rio la Juve ha già fatto sapere che non concederà l’okay al suo giocatore. La società si vuole così «difendere» da una manifestazione in programma dal 5 al 21 agosto (senza contare la fase di preparazione), periodo indubbiamente decisivo nell’impostazione sia fisica sia tattica di una stagione nella quale la Juve sarà chiamata a non sbagliare nulla, soprattutto a livello di Champions League. La pressione è infatti alta, il popolo bianconero ha la pancia pienissima in campo nazionale, mentre vive un digiuno ventennale sul fronte internazionale. Insomma, è comprensibile l’apparentemente impopolare «no» al suo campione, giocatore ormai fondamentale sotto ogni punto di vista.

PARLA PAULO «Non andrò all’Olimpiade. Non è una scelta personale, ma della società che non mi ha dato il permesso – ha detto Dybala nella notte dell’undicesima Coppa Italia bianconera –. Mi spiace perché ci tengo molto a giocare in nazionale. Se avessi potuto decidere io, sarei andato a Rio…». Toni educati e sereni, sia chiaro, anche perché pare che la Juve lo abbia avvisato per tempo, spiegando concretamente le ragioni di una simile presa di posizione e incontrando in un certo senso anche la parziale comprensione del ragazzo. Saltano quindi i piani argentini di una intrigante coppia olimpica Dybala-Icardi, e lo juventino proverà magari invidia per Mauro, al quale l’Inter quasi certamente non negherà l’avventura in Brasile. Ma forse un pizzico di delusione Paulo dovrebbe riversarla anche sul c.t. Martino che in Coppa America porterà per esempio Lavezzi, da qualche mese in Cina, non certo un calcio di altissimo livello per il momento. Domani o mercoledì Dybala incontrerà la stampa argentina, e vedremo allora se avrà voglia di aggiungere qualcosa sull’argomento.

BILANCIO Intanto, si gode una stagione super e celebra l’ultimo successo: «Vincere la Coppa Italia è stata un’emozione molto intensa, soprattutto per come si era messa la partita. Abbiamo trovato un Milan orgoglioso, forte. Sono decisamente contento, è il mio primo anno alla Juventus e ho festeggiato il mio primo scudetto, la mia prima Supercoppa e ora la mia prima Coppa Italia». La Champions gli è sfuggita senza poter combattere, a Monaco di Baviera Paulo era infatti infortunato. Ci riproverà nella prossima stagione, con la speranza di avere ancora accanto Pogba e Morata, gente che ha dimostrato un livello degno della competizione più prestigiosa a livello di club. «Non so se saremo ancora insieme qui alla Juve? Questo va chiesto alla società, è evidente – continua l’asso argentino –. Oltre a essere grandissimi giocatori, Paul e Alvaro sono anche persone magnifiche. Io e Pogba, in particolare, siamo molto amici, calcisticamente e fuori dal campo. Sì, è forte il rammarico per la Champions sfumata in Germania, quando il discorso qualificazione sembrava chiuso, però alla fine abbiamo vinto tre trofei. Andiamo in vacanza soddisfatti, e stacchiamo un po’ la spina. Allegri dice che posso diventare uno dei più forti giocatori del mondo? Mi fa piacere sentirlo, dipenderà comunque da me e dalla voglia che avrò di crescere e migliorare giorno dopo giorno. L’obiettivo per il prossimo anno è vincere la Champions League, non si sono storie».

 

Dybala 8

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