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ULTRAS, Denunciati ed arrestati 12 tifosi con accusa di minacce ed estorsione

La Juventus denuncia 12 ultras per minacce. Come riportato dall’edizione odierna de ‘Il Secolo XIX’, sono arrivate anche minacce. “Ci saranno delle gravi conseguenze, non nel senso di gambizzazioni, ma ci rimetterà tutto l’ambiente». Sono le 18 del 21 giugno 2018, area OB VAN dell’Allianza Stadium. A parlare è Salvatore Cava, “colonnello” e portavoce di Geraldo Mocciola, storico leader del gruppo ultrà juventino dei “Drughi”, condannato in passato per rapina e omicidio. Cava si sta rivolgendo a Alberto Pairetto, funzionario della società bianconera. Al rifiuto di quest’ultimo di acconsentire alle richieste degli ultras bianconeri di fornirgli 25 biglietti gratuiti per i cosiddetti “striscionisti”, gli animi si sono scaldati. Nella giornata di oggi, lunedì 16 settembre, gli agenti di polizia hanno emesso 12 misure cautelari nei confronti dei capi dei principali gruppi organizzati della tifoseria juventina (Drughi, Tradizione-Antichi Valori, Viking, Nucleo 1985 e Quelli di Via Filadelfia). Attraverso forme di intimidazione dirette e indirette, minacciavano Alberto Pairetto costringendolo a procurare loro 25 biglietti gratuiti a partita per gruppo, borsoni con materiale sportivo e inviti alle feste istituzionali della società.In caso di rifiuto, gli ultra sarebbero tornati ai “vecchi metodi”, ovvero cori razziali e denigratori, uso di fumogeni e sciopero della tifoseria in modo da procurare multe alla società e la chiusura della curva, con un danno di immagine ed economico non da poco. Alla notizia delle indagini e della mannaia giudiziaria sui loro capi , gli ultrà hanno reagito con uno striscione lapidario, appeso in corso Grosseto, vicino allo stadio della Juve: «La curva sud è morta». Le indagini sono partite nel giugno dello scorso anno quando Pairetto si è recato negli uffici della Digos per denunciare i fatti. Lo stesso Andrea Agnelli ha confermato la denuncia di Pairetto, in particolare che la società è stata costretta a cedere alle richieste dei gruppi ultrà e a fornire loro biglietti con formule agevolate per le trasferte, essendo pienamente consapevole delle conseguenze negative di un rifiuto. Emerge una continuità con quanto già appurato dall’indagine “Alto Piemonte”, che nel 2016 aveva evidenziato l’infiltrazione della criminalità organizzata all’interno delle curve e la gestione del fenomeno del bagarinaggio.

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