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Un giorno all’insegna di Alessandro Del Piero: la leggenda bianconera compie 41 anni

Il 9 novembre non sarà mai un giorno come gli altri per il popolo bianconero. Il disgustoso suono della sveglia la mattina, l’interminabile corsa per recarsi a lavoro, il viaggio in macchina per accompagnare il figlio all’allenamento di calcio o la figlia al saggio di danza, tutto può sembrare tremendamente simile al giorno prima, ma tutto, in realtà, risulta così meravigliosamente diverso e speciale. Proprio oggi, infatti, 41 anni fa nasceva un bambino di nome Alessandro Del Piero, destinato a diventare il simbolo della società più vincente d‘Italia, di cui, a fine carriera, vanterà il maggior numero di presenze e di gol. E pensare che non doveva nemmeno giocare a calcio o, almeno, non in qualità di attaccante. La madre, infatti, temendo per la sua salute, voleva che giocasse in porta, in modo tale da sudare meno degli altri e, quindi, di avere meno possibilità di ammalarsi rispetto ai compagni. Per fortuna Alex non le diede retta: vi immaginate, forse, una Juventus senza le sublimi pennellate di Pinturicchio, senza quelle magie che illuminavano gli stadi italiani e riscaldavano le fredde notti europee? Io no, non ce la faccio e non finirò mai di ringraziare la sua disubbidienza nei confronti della madre . E’ come se quel bambino, fin dai primi attimi di vita, fosse indissolubilmente legato alla Vecchia Signora. Non è, infatti, un caso che la vita di Alessandro Del Piero combaci con molti dei momenti più intensi della storia bianconera: si va dalla notte magica di Roma e dalla Champions conquistata ai rigori contro l’Ajax alle tre finali perse successivamente, passando per lo storico Scudetto del 2002 in quel di Udine e per la disfatta nel pantano di Perugia, dove la Juventus perse uno scudetto che sembrava già suo, il tutto condito dall’angoscia infernale della serie B in seguito a Calciopoli e dall’immane gioia di Trieste, quando lui e i compagni tornarono a mettere le mani su quel tricolore che mancava ormai da troppo tempo nella bacheca di Vinovo. Insomma, quando la Juventus toccava il cielo con un dito, lui c’era; quando era con entrambi i piedi all’inferno, lui era comunque lì, pronto a lottare con tutte le forze pur di uscirne. E tutte le emozioni che ha suscitato nei tifosi si sono palesate in quel caldo 13 maggio 2012, quando, sostituito al 57esimo minuto della sfida contro l’Atalanta, un intero stadio si fermava, desideroso di tornare indietro nel tempo e di fuggire il più lontano possibile da quel triste momento, ossia dall’addio del suo eroe. Nelle lacrime e nelle disperate esclamazioni dei 40 000 dello Stadium c’era tutto ciò che Del Piero ha dato alla sua gente, dalla fantasia dei suoi gol a giro sotto l’incrocio più lontano all’orgoglio di vestire quella maglia a prescindere dalla categoria. Del Piero significava questo, Del Piero era semplicemente la Juventus.

 

 

alessandro del piero

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