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Un tridente da Champions: la Juve di oggi ricorda quella di Lippi

Con il ritorno di Paulo Dybala previsto per dopodomani contro la Dinamo Zagabria, l’idea del tridente composto da tre punte vere, come la Joya, Gonzalo Higuain e Mario Mandzukic, potrà diventare realtà in un futuro prossimo, secondo quanto riportato da Tuttosport. A spingere per il suo passaggio dal piano della teoria a quello della pratica sta contribuendo pesantemente Mario Mandzukic, a suon di spallate, rincorse, colpi di testa per parare e colpi di testa per segnare. L’idea di rinunciare al croato di quest’ultimo periodo spezzerebbe il cuore di qualsiasi allenatore.

Massimiliano Allegri non fa eccezione ed è stato proprio lui, già da alcune settimane, a dare forza all’idea del tridente pesante, indicandola come soluzione al problema di abbondanza che gli si sarebbe presentato al rientro di Dybala (e poi a quello di Pjaca). «Se lo spirito di sacrificio di Mandzukic, di Higuain, di Pjanic e così via è quello di stasera – ha ribadito dopo la vittoria sull’Atalanta – allora Higuain, Dybala e Mandzukic possono giocare insieme».

D’altra parte il tridente composto dai due argentini e dal croato, nessuno dei quali è un esterno di ruolo, ha un precedente assolutamente illustre proprio nel passato bianconero. Vedendo Mandzukic inseguire gli avversari e intervenire in scivolata, per poi essere comunque pronto a finalizzare il gioco, i ricordi corrono a Fabrizio Ravanelli. E per completezza tecnica, forza fisica, capacità di partecipare all’azione e di concluderla, un paragone tra Gonzalo Higuain e Gianluca Vialli è tutt’altro che campato in aria. Quanto a Paulo Dybala, il piede è l’opposto, il sinistro anziché il destro, e opposto il punto di partenza, la fascia destra anziché la sinistra, ma certi movimenti ad accentrarsi per poi concludere a girare sembrano gli stessi del giovane Del Piero. Tra il numero 21 di oggi e il numero 10 di ieri i punti di contatto sono fra l’altro molti di più, per quanto l’ex capitano fosse più naturalmente portato a lavorare anche in copertura. L’argentino però è cresciuto in questo senso e ha la testa giusta per farlo ancora.

Lo spirito di sacrificio non sarà però prerogativa indispensabile per i soli attaccanti: nella Juventus di Marcello Lippi, alle spalle di Vialli, Ravanelli e Del Piero e davanti alla difesa, correvano e lottavano anche tre giocatori tra Deschamps e Sousa, Conte e Di Livio. Altrettanto dovrebbero fare gli attuali centrocampisti bianconeri, da Khedira a Marchisio, da Sturaro e Lemina a Pjanic. Una soluzione non facile ma se si pensa ai risultati di Vialli, Ravanelli e Del Piero, che chiusero l’ultima partita giocata assieme sollevando la Coppa dei Campioni, vale certo un po’ di sacrifici. Magari anche sul mercato, con l’arrivo di uno o due centrocampisti che possano condividere chilometri con quelli attuali.

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