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Una squadra pronta a vincere, nonostante l’addio di molti

Di fatto, il destino della Juventus degli ultimi anni è sempre il medesimo: vincere.Cambiano gli interpreti, le condizioni, gli avversari, ma i bianconeri hanno praticamente sempre conosciuto solo questa parola. Difficile individuarne il segreto: è una commistione di più fattori, che va dalla forza dei singoli a quella del gruppo, passando per una sazietà mai completamente appagata.

Capita così che anche la stagione 2015/16 sia iniziata sotto la stessa stella della precedente, conclusa con un Triplete sfiorato e ripresa con il trionfo in Supercoppa. Eppure se ne sono andati tre giocatori fondamentali per i bianconeri: un eterno Andrea Pirlo, capace ancora a 36 anni di saper tenere ben strette le chiavi del centrocampo, un Arturo Vidal interprete di due stagioni superbe, nonostante il leggero calo degli ultimi tempi e poi un Apache Tevez semplicemente strepitoso, un giocatore da 30 gol stagionali, che difficilmente potrà essere sostituito.

La vera forza della Juventus, però, è la concreta voglia di arrivare in alto: così, accade che chi arriva abbia, se non la stessa caratura tecnica, lo stesso desiderio. Khedira, Dybala, Zaza, Neto, Mandzukic sono giocatori forse tecnicamente non all’altezza di rimpiazzare chi è partito, ma in grado di regalare ad Allegri una Supercoppa che diventa ancora più importante se si pensa alle condizioni in cui è arrivata, fra infortuni, clima e campo.
E ora sotto con il campionato, sempre più vicino e con avversarie rinforzate: nonostante questo, però, la Juventus della “rifondazione” è sempre la squadra da battere. In rosa, ora manca solo il famigerato trequartista che Allegri ha richiesto, al fine di completare finalmente la Juve formato 2016, con un numero 10 che i Campioni d’Italia hanno già in casa: Paul Pogba.

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