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Uva entra nel Comitato Esecutivo Uefa, successo per l’Italia e per Tavecchio

In apparenza è un successo politico. Nella sostanza è un successo strategico. L’aspetto politico, innanzitutto. Michele Uva da ieri fa parte del Comitato Esecutivo Uefa. La proclamazione nel corso del 41° congresso ordinario tenutosi a Helsinki, in Finlandia. Un successo politico perché il dirigente italiano ha ottenuto 46 voti, terzo degli otto eletti, dietro allo svedese Nilsson e all’irlandese Delaney. Ma, soprattutto, davanti a Germania (Grindel) e Gill (Inghilterra), come non si era mai visto in precedenza. Un successo strategico perché se è vero che l’Italia non ha più la vicepresidenza (l’uscente Giancarlo Abete) ha trasformato in sostanza ciò che prima era apparenza. Perché Uva, che in Figc dal settembre 2014 è direttore generale, è stato designato a far parte di due settori che l’Uefa ritiene essenziali in quelli che saranno gli anni della presidenza Ceferin: il settore finanza e il gruppo (in costruzione) che si occuperà dello sviluppo del calcio europeo in sinergia con i club. In sostanza: con l’Eca, l’organismo che rappresenta le società a livello europeo e con cui si ragionerà sul futuro della Champions League, sempre presa tra l’incudine (la rappresentanza aperta a tutte le realtà contintentali) e il martello (il desiderio dei big di monetizzare al massimo l’evento, con la Lega europea dei top club ad agitarsi sullo sfondo).

Un’elezione, quella di Uva, che aumenta ulteriormente il peso della Federcalcio e di Carlo Tavecchio, uno dei principali artefici della candidatura alla presidenza continentale di Alexsander Ceferin, quando lo sloveno non pensava ancora all’eventualità di prendere il posto che fu di Michel Platini. Un’eventualità poi trasformatasi in realtà al congresso di Atene nel settembre 2016. E oggi Tavecchio incassa l’ingresso di Uva nel Comitato Esecutivo come indice del nuovo prestigio assunto dall’Italia a livello internazionale. Il ritorno alla presenza di quattro club in Champions League dal 2018-19 e l’assegnazione della finale 2019 dell’Europeo Under 21 erano stati gli ultimi concreti segnali. «Un grande risultato – le parole del presidente -, sia per i numeri sia per i rapporti che sono stati intessuti. E’ la conferma che la nostra politica, insieme con la proposta di dirigenti capaci, ha messo la Figc al centro del cambiamento del calcio internazionale». Concetto ribadito da Uva: «La mia elezione dimostra quanto l’Europa creda nell’Italia come paese calcistico e come driver per lo sviluppo. Abbiamo supportato Ceferin all’Uefa e Infantino alla Fifa, questi sono i risultati. In due anni abbiamo consolidato la nostra leadership politica. Ringrazio Tavecchio, per aver tracciato una nuova linea di indirizzo nella politica di Fifa e Uefa, e il Consiglio Federale, che ha sostenuto la mia candidatura».

Il Comitato Esecutivo non ha mai parlato così tanto italiano. Oltre a Uva, infatti, vi siedono Evelina Christillin (omponente del Consiglio Fifa su designazione Uefa, un’altra idea di Tavecchio) e Andrea Agnelli, in quota Eca. Una presenza internazionale completata dalla riconferma di Pierluigi Collina alla guida della Commissione arbitri della Fifa. Successi dirigenziali in attesa che tornino anche quelli sul campo, come Nazionale e come club. A riportarlo è l’edizione odierna di Tuttosport.

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