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Venti anni con le mani nei guantoni. Gianluigi Buffon, una carriera a tutto tondo costellata di successi

Il 19 novembre del 1995 è una data che, anche per come arriva alle orecchie, suona lontana. Al Tardini si gioca Parma-Milan, la decima giornata di un campionato che alla fine vedrà trionfare proprio i rossoneri. Allessandro Nista cede il posto al giovane carrarino promettente, ovviamente su ordine del tecnico gialloblu Nevio Scala. Esordisce dunque Gianluigi Buffon, 17 anni, tanta esplosività, un fisico lungo e asciutto. Davanti un futuro da leggenda.

In quella partita Buffon parò praticamente tutto. Si oppose ai tentativi dei vari Baggio, Weah e Boban. Con il senno di poi, diciamo che sarebbe stato difficile per chiunque esordire in Serie A con due palloni d’oro nella squadra avversaria. Probabilmente lo è stato anche per lui. Al Tardini finì 0-0, un risultato che per il Parma significò aver strappato un punto ai futuri campioni d’Italia, per il giovane Buffon aver eretto un muro contro la squadra più forte del momento.

Da allora ad oggi le presenze di Gigi in Serie A sono diventate 602, alle quali vanno aggiunte le 154 con la maglia azzurra. Quando arrivò a Torino, il 3 luglio del 2001, Buffon ha 23 anni e il sorpasso all’ultima giornata sull’Inter che regala ai bianconeri lo scudetto di quella stagione, lo trasforma quasi in un amuleto da cui separarsi non è solo un peccato, ma anche un errore madornale.

La dirigenza bianconera quell’errore non lo ha mai commesso. Buffon è ancora tra i pali all’età di 37 anni e dopo aver vinto tutto, o quasi: sei scudetti, un campionato del mondo, sei supercoppe italiane, una coppa UEFA. Mancano la Champions League, accarezzata nella scorsa stagione, e il Pallone d’Oro. L’ultimo portiere a vincere il riconoscimento calcistico individuale più importante da parte della stampa è stato Oliver Khan. Nel 2006 al momento di assegnare il premio, che poi andò a Fabio Cannavaro, Gigi Riva sbottò, prendendo le difese del portiere della nazionale e della Juventus: “Senza Gigi Cannavaro non sarebbe stato niente al mondiale”. Probabilmente non aveva tutti i torti. La parata su Zidane nella finale di Berlino, su quel colpo di testa destinato a finire sotto la traversa, è ancora uno dei migliori gesti tecnici che ricordiamo di quel fantastico campionato del mondo che Buffon giocò da protagonista.

Gianluigi Buffon ha vinto tante sfide, anche quella della Serie B. Fa quasi sorridere osservare il suo palmares e notare che tra i vari trofei c’è anche la vittoria del campionato cadetto. Dopo Calciopoli il portiere della Juventus scelse di scendere in B con la sua squadra divenendone non più solo il primo difensore difficile da superare, ma un simbolo che ad oggi (e chissà ancora per quanto) non ha più riaperto la saracinesca. È chiusa da venti anni tondi tondi.

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