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Vialli: “La Juve ti insegna ad essere umile, anche se vinci”

Indossare la maglia della Juventus sembra spinga molti calciatori a tentare, con successo, la strada della carriera da allenatore, di certo tortuosa, che vede però gli ex bianconeri primeggiare. Di questo ha parlato Vialli, intervistato da ‘La Gazzetta dello Sport’: “A Torino c’è un ambiente molto particolare e ne vieni contagiato. E’ un’atmosfera che ti serve sia nella vita che in panchina. La Juventus ha una caratteristica principale, la testa bassa. Si resta umili rispetto a quanto si vinca. Il club ti insegna il peso degli oneri, poi vinci e godi gli onori, per poco, perché poi sei chiamato a ripeterti”.

LEADER – “Conte, Carrera e Zidane, così come me, hanno avuto un gran leader, Lippi, che ha la capacità di farsi seguire e trascinare gli altri”.

GIOCO – “Altrove, a Barcellona ad esempio, prediligono l’estetica. La Juventus invece è meravigliosamente pratica. Nei miei anni alla Juve non è mai arrivato nessun dirigente ad intimarci di giocar bene. La frase era quasi sempre: ‘Mi raccomando, oggi vinciamo’”.

CONTE – “Era evidente sarebbe finito ad allenare, anche lì per lì non ci pensi. Gli piace studiare, ha fatto l’università. Si applica e cura i dettagli. Ha avuto poi grandi maestri, da Trapattoni a Lippi, passando per Ancelotti. Ha capito che il calcio inglese è bello ma diverso dal nostro. Non dovrà snaturarsi, ma può correggere qualcosa”.

ZIDANE – “Lo vedevano tutti come un artista, ma ora è materiale, pratico e vincente. Il passaggio juventino è stato decisivo”.

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