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(Dal profilo instagram di Szczesny)

WOJCIECH SZCZESNY: il ragazzo che è diventato uomo, dai Gunners alla Vecchia Signora

Era il 3 settembre 1989, una Fiat 125 e un viaggio in Polonia, per vedere la prossima squadra che avrebbe dovuto affrontare la sua Juventus: questo fu l’ultimo giorno di Gaetano Scirea, che ci lasciò quella notte per un incidente stradale lungo le gelide strade della Polonia. Rabbia, tristezza, scetticismo: solo poche emozioni da parte dei tifosi, della dirigenza, dei giocatori e della famiglia, che salutarono un uomo icona del calcio non solo per il campo, ma anche per la sua lealtà, fiducia, sincerità e umiltà di vita.

Sette mesi dopo, a 70km circa dall’incidente, nasce un bambino che entrerà a far parte del mondo del calcio senza ancora saperlo, ma il padre lo sapeva già. Maciej Szczęsny, infatti, è stato portire della nazionale polacca e di varie squadre, come il Legia Varsavia. Il figlio, Wojciech, comincia nelle giovanili proprio del Legia Varsavia, come il padre, e viste le sue ottime doti da portiere viene contattato dopo appena due stagioni dall’Arsenal, dove entrerà a far parte del settore giovanile visti i suoi soli 16 anni.

All’inizio della stagione 2009/2010, Wojciech viene promosso in prima squadra con la numero 53 sulle spalle e a metà settembre fece il debutto in Coppa Inglese, contro il West Bromwich, dove fece la sua prima clean sheet. Il debutto in Premier League invece non fu altrettanto favorevole a lui: Old Trafford, Il Teatro dei Sogni, contro il Manchester United. La partita finì 1-0 per i Red Devils, rete di Park Ji-Sung; quella stagione la vinse proprio lo United con i Gunners quarti dietro a Chelsea e Manchester City. Ancora più difficile sarà il debutto in Champions League: sarà il Barcellona la prescelta ma la partita non andò come avrebbe voluto. Al 16′ un bolide del terzino dei blaugrana Dani Alves impegna il polacco in una parata complicata, dove si infortunò alla mano e fu costretto ad abbandonare il campo. La partita finì 3-1 e l’Arsenal venne eliminato.

Le stagioni successive sono accompagnate da eventi: cambia la maglia e prende il 13 e nella stessa stagione para il rigore a Di Natale e qualifica cosi i Gunners ai giorni di Champions League; il 28 agosto perde per 8-2 contro il Manchester United diventando cosi il primo portiere dell’Arsenal a subire 8 reti in una partita, dopo 115 anni; nel 2013 però diventa primo portiere della squadra, e a febbraio della stessa stagione riceverà la sua prima espulsione, contro il Bayern Monaco.

Arriva alla Roma in prestito dove indossa il 25 nella prima stagione, con 34 gol subiti in altrettante partite, mentre nella seconda indossa l’1, subendo 38 gol in 38 partite, ma con 14 clean sheet, record stagionale e si conferma uno dei migliori portieri della Serie A.

Essendo in ombra dopo l’arrivo di Alisson Becker,torna all’Arsenal ma passa alla Juventus nella stessa stagione, per 12 milioni di euro. Prima stagione dove gioca spesso, nonostante la colonna Gigi Buffon come collega: esordisce contro il Chievo vincendo 3-0 e in Champions League contro l’Olympiakos, anche in questo caso senza subire gol (2-0).

“Non c’è miglior modo di imparare che guardare i migliori nel loro lavoro. Solo essere con lui in ogni allenamento significava poter vedere come preparava le partite, come comunicava con i difensori, non solo in campo ma anche nello spogliatoio. Mi ha anche aiutato a maturare”, queste sono le sue parole riguardo Gianluigi Buffon, portiere della Juventus dal 2001 al 2018, al quale Wojciech subentrerà da primo portiere la seconda stagione, prendendo il numero 1.

“Se pesa? Per me è più facile, non sono italiano: sarò semplicemente il nuovo numero 1 della Juventus. Non approccio le partite pensando che non posso sbagliare perché tutti penserebbero a Buffon…Il mio primo pensiero è stato che dovevo fare un passo indietro per farne due avanti, l’anno scorso ho giocato 21 partite e ho avuto l’opportunità di imparare da uno dei portieri migliori della storia. Ho avuto un anno a disposizione: se sono arrivato qui me lo sono guadagnato. Non arrivo dal nulla”.

“Se giochiamo al nostro livello è difficile batterci. Io voglio vincere trofei e proseguire questa grande storia”, dichiara Tek, come lo chiamano i compagni. “Ho visto i sacrifici di Buffon: quando hai 25 anni è tutto facile, dopo i 35 ogni allenamento è sacrificio. E non mi vedo disposto a farli a quell’età”. Il grande obiettivo di vincere con la Juventus, ma sempre con il dolore di una storia stroncata: “Sarei rimasto all’Arsenal tutta la carriera. Ho dato tutto per essere lì. Però qualche volta bisogna pensare con la testa e non solo con il cuore”. Ricorda poi un episodio con Wenger ai tempi dell’Arsenal, dove venne sorpreso fumare: “Ero solito fumare, sono stato multato da Wenger. Quand’ero ragazzo non ero pronto mentalmente, mi è costato qualcosa. Poi cresci, maturi”.

Oggi la sua vita è cambiata: da giovincello ai Gunners, a uomo alla Juventus. Miglior portiere della Serie A finora, marito e padre di famiglia: umile e gentile come lo era Scirea, determinato come Buffon, e con Chiellini davanti a se non potrà che migliorare.

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