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Immagine dall'account twitter ufficiale Juventus FC Women

WOMEN, secondo storico scudetto e una finale ancora da giocare: si continua a scrivere la storia

Due su due, secondo consecutivo. Non è stata certo semplice, anzi: merito di due squadre, Fiorentina e Milan, che hanno battagliato fino alla fine e sbaragliato la concorrenza. Fino all’ultima giornata, infatti, anche le ragazze di Carolina Morace sono state ancora in corsa per il titolo. Ma è un tricolore voluto fortemente e su cui le Women hanno lavorato duramente, a partire dai piani alti societari che, anziché accontentarsi, hanno migliorato un organico che già sulla carta era il più completo, in Italia. In Europa la questione cambia, perché ci sono società più forti, attrezzate e rodate, e fare un buon percorso, al momento, è proibitivo. Occorreranno tante stagioni, ma dopo la delusione di quest’anno (eliminati dai danesi del Brondby ai sedicesimi di Women’s Champions League) si può solo migliorare. Tornando al discorso del miglioramento, appunto questo è stato l’anno dei nuovi acquisti, Girelli, Aluko e Pedersen su tutte. La prima, ex Brescia, ha trascinato le compagne a suon di gol, giocate e carisma. La seconda ha fatto sentire il suo peso offensivo e la sua intelligenza tattica fuori dal comune (come altro lavoro fa la giornalista per il The Guardian), galleggiando sempre sulla linea del fuorigioco, smistando palloni e ovviamente segnando tanto, che per un attaccante significa quasi tutto. La terza, infine, è stata la sorpresa di questa seconda metà di stagione. La danese è stata acquistata a Gennaio da un club svedese e, in 9 partite disputate, si è fatta conoscere e amare da allenatrice e tifosi. Dotata di un piede molto educato, Pedersen ha preso in mano il centrocampo bianconero, fornendo equilibrio e un riferimento fisso. Senza tralasciare le grandi aperture e le verticalizzazioni, che sono il suo pane quotidiano. Anche ieri, un pallonetto strepitoso –a scavalcare tutta la difesa veronese –  con cui ha messo Aluko davanti al portiere. In aggiunta, Sofie ha realizzato tre gol, due dei quali fondamentali nella corsa al titolo. Il primo è quello della storica partita all’Allianz Stadium contro la Fiorentina: sfruttando un errore del portiere e le sue doti nell’inserimento, la centrocampista insacca di testa la rete che fa esplodere i 39.000 spettatori presenti. Un gol che ha significato il momentaneo + 4 in classifica sulla stessa viola, che avrebbe poi accorciato nuovamente le distanze una settimana dopo, sfruttando il passo falso della Juve. Il secondo è quello realizzato ieri, sempre di testa, raccogliendo una sponda aerea di Girelli. Gol importantissimo perché ha consentito di sbloccare una gara, quasi sul finire del primo tempo, che rischiava di diventare complicata. A vedere il risultato, insomma, viene da pensare che sia stato tutto facile, ma non è affatto così. Per larghi tratti del primo tempo, le ragazze di Guarino sono state incapaci di scrollarsi di dosso la frenesia e il nervosismo dettate dalla consapevolezza di dover vincere a tutti i costi. Grazie al gol di Pedersen dunque la gara è filata liscia in discesa, si sono aperti tanti spazi e le bianconere hanno iniziato anche a giocare sul velluto, con giocate di qualità che hanno fatto divertire i presenti allo stadio e gli spettatori alla tv. Inoltre, la centrocampista è stata in grado di non far rimpiangere Martina Rosucci, tornata dall’infortunio al crociato solo da una decina di giorni dopo aver saltato, di fatto, tutta la stagione. Ma non c’è tempo di festeggiare un trofeo che si pensa già al prossimo: dopo aver perso la Supercoppa, Juventus e Fiorentina si troveranno nuovamente contro in Finale di Coppa Italia. L’anno scorso sono state le viola a trionfare, battendo in finale il Brescia per 3-1. Speriamo, quest’anno, in un esito diverso e di poter festeggiare la prima storica “doppietta”.

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