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WOMEN, una macchina da guerra che non lascia scampo. Le bianconere sono Campionesse d’Inverno

Bonansea, Glionna, tripletta Aluko e tanti saluti alle inseguitrici. Il 2018 della Juventus Women si chiude con un altro successo schiacciante, questa volta ai danni dell’Hellas Verona. Troppo più forti le ragazze di Rita Guarino, che in 10’ sono già avanti di due reti e vanno all’intervallo sul risultato blindato di 3-0. Unico neo, l’infortunio di Giuliani che è costretta a lasciare il campo dopo pochi minuti dall’inizio del match. A nulla è servito il successo del Milan – mentre la Fiorentina è stata bloccata dal pareggio a reti bianche contro la Roma ed ora è lontana tre lunghezze –, le bianconere sono campionesse d’Inverno e finiscono l’anno così come l’avevano iniziato: al comando e vincendo. Sempre più convincente Aluko, dopo un inizio un po’ in affanno, e sempre più trascinatrice Barbara Bonansea, arrivata a quota dieci in stagione in tutte le competizioni e autrice di un’altra grande prestazione deliziata da tante giocate e tanti assist per le compagne. Perché, se è vero che Barby – così è chiamata affettuosamente dai tifosi – si prende qualche momento di pausa, è indubbio che la ragazza di Pinerolo è il talento più cristallino di questa squadra, quella che, in qualsiasi istante, può svoltare un match bloccato e indirizzarlo sui binari giusti. Per il resto, la solita vecchia Signora formato nazionale, che mette subito le cose in chiaro e doma senza troppi problemi quasi ogni avversario si pari sul suo cammino. Ancora troppo grande, infatti, il divario che c’è tra le prime 3 della classe (bianconere, Milan e Fiorentina) e tutte le altre. Il Sassuolo di Piovani gioca bene ed esprime un bel calcio, confermandosi come la vera rivelazione del campionato; la Roma alterna ottime prestazioni ad alcune di buio totale, ma in compenso può contare su una struttura societaria solida e lascia presagire grossi margini di miglioramento, in ottica futura; il Tavagnacco vanta una grande storia e ha il pregio di aver formato tante stelle del calcio femminile, ma i meriti di questa squadra si fermano grosso modo qui; le altre vivono di alti e bassi, ma latitano ancora al livello di dilettantismo, lontane anni luce dalle big. Poi, come sempre, c’è l’aspetto economico da considerare, poiché nessuno può vantare risorse, investimenti e strutture delle tre citate in precedenza. Sarà questione di mentalità – sempre proiettata alla vittoria – di organico o di programmazione. Fatto sta che le ragazze di Guarino, in campionato, sono sempre e comunque le favorite. Poco importa se una rivale storica come il Milan fa il suo ingresso nel movimento calcistico femminile e ingaggia, come allenatrice, una leggenda vivente come Carolina Morace. Il team da battere è sempre uno, ha la casacca a strisce bianconere e basta la sola storia a intimorire gli avversari.

 

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